Atalanta-Lazio

Lotito capirà. Non che Reja avesse bisogno di dirlo, ma nel dubbio lo ha detto . «I giocatori della Lazio sono un po’ i miei figliocci, hanno tutto, gioventù, corsa, qualità e davanti non danno riferimenti. Dovremo contenerli, ovvio, ma anche provare a vincere». Dopo essere stato travolto da un oceano di sms laziali per aver ingabbiato la Roma, è probabile che stavolta Edy Reja farebbe volentieri a meno dell’ennesima targa di riconoscenza a Formello in cambio del quinto risultato utile consecutivo della sua gestione atalantina, oggi a Bergamo contro la “sua” Lazio. Perché, per sua stessa ammissione, sta vivendo come un tarantolato il rush finale in nerazzurro e perché almeno un punticino oggi gli permetterebbe di dimenticare lo sciupio di mercoledì sera a Cesena, il gol del 3-2 divorato da Bianchi con conseguente scatto di nervi in panchina. Reja si è scusato a caldo col giocatore e ha finito di farlo a freddo, ieri, ma quel colpaccio rimandato costringe i nerazzurri a cercare l’exploit oggi, senza lo squalificato Benalouane, con l’incognita Cigarini (recuperato ma non del tutto dal fastidio ai flessori) e il dubbio del modulo: 4-2-3-1 canonico, o passaggio al centrocampo a 3 con Migliaccio? Il forfait in extremis di Baselli (contusione alla caviglia destra) potrebbe indurre Reja a restare all’antico, col ritorno di Biava o Stendardo al centro della difesa e un mini-ballottaggio Moralez-Emanuelson col primo favorito. «Peccato per l’occasione sprecata a Cesena, ma siamo migliorati nel gioco e nell’organizzazione. Siamo ancora qui, ed è quello che conta». Nei 24 torna Cherubin, ancora fuori Estigarribia.

Lo spauracchio del grande ex Edy Reja, tra la Lazio e la Champions. Se c’è una partita che Stefano Pioli vuole vincere è proprio quella di oggi a Bergamo, per questo avverte: «Reja può essere un’insidia. È un allenatore preparato, capace, esperto, furbo e conosce bene i suoi ex giocatori. Sarà una partita difficile». Tra Lazio e Atalanta ci saranno «gli stessi stimoli», si dice convinto. «Perché non mi sembra che siano già salvi…», aggiunge, senza aspettarsi altri favori dal predecessore dopo aver già tolto due punti alla Roma. Per questo vuole tutti sul pezzo fino alla fine: «La Lazio deve prendere 15 punti, abbiamo 5 partite e le vogliamo vincere tutte, dalla nostra stagione vogliamo il massimo». Questo senza tradire il suo solito carpe diem: «Siamo tutti troppo attaccati al nostro presente per pensare al futuro», bacchetta Pioli.
Oltre ad essere bella e vincente, oggi si aspetta anche una Lazio «concreta». Senza Klose, squalificato, qualche modifica in attacco ci sarà. Rientra Mauri che agirà alle spalle di Keita prima punta. Il sacrificato dovrebbe essere Felipe Anderson. Torna tra i convocati anche Santiago Gentiletti, che forse mercoledì giocherà con la Primavera di Inzaghi, a cui Pioli ieri ha fatto i complimenti per la Coppa Italia vinta in finale contro la Roma. Un momento d’oro per la Lazio: «La ricetta vincente? Il punto di riferimento è la società». Oggi seguirà la Lazio anche Wesley Hoedt, acquistato dai biancocelesti dall’Az e ieri era a Roma per cercare casa: «Spero di giocare la Champions con la Lazio», il suo auspicio.

Redazione

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