Napoli-Milan

Dopo la notte buia di Empoli arriva la schiarita che sembrava ormai impossibile. De Laurentiis e Benitez, un fugace face to face così come da programma, e il rinvio alla settimana prossima per trovare la soluzione definitiva all’annosa querelle sul rinnovo del contratto. Sì, soluzione definitiva e per un lungo periodo di tempo: è quanto trapela dagli ambienti societari dopo l’incontro andato in scena tra presidente ed allenatore ieri sera a Castelvolturno. La sensazione è che Benitez si sia convinto dopo l’esternazione presidenziale relativamente ai programmi sul futuro. E cioè, da 1 a 5 anni di contratto per don Rafè, tre rinforzi di pregio da inserire nell’organico attuale, l’inizio dei lavori allo stadio con data marzo 2016 e la realizzazione di 6 nuovi campi per il settore giovanile.

La certezza, però, arriverà solo a metà della prossima settimana, quando arriverà in Italia anche Manuel Quilon, il manager di Benitez, per provare a stendere un piano di rinnovo pluriennale. Ieri nel centro tecnico De Laurentiis era arrivato soprattutto per dare una parola di sostegno ai calciatori, incontrati nella sala in cui stavano consumando la merenda pomeridiana. Nessuna strigliata particolare per la cocente sconfitta di Empoli, il patron ha voluto richiamare la squadra al massimo impegno in vista di questo finale di stagione (si spera) avvincente.

Altre 7 partite in 29 giorni, in ballo c’è la qualificazione in Champions attraverso il campionato e l’Europa League da vincere. Il Napoli si gioca il tutto per tutto e dovrà evitare i cali di tensione che giovedì hanno mandato su tutte le furie anche Benitez. Per questa ragione ieri il tecnico ha riunito i calciatori a Castelvolturno per una doppia seduta di allenamento alla vigilia di Napoli-Milan, circostanza insolita ma non era la prima volta. Stamattina un leggero richiamo muscolare dopo la sveglia che avverrà per tutti nel ritiro di Castelvolturno e, poi, nella riunione tecnica del pomeriggio sarà comunicato lo schieramento che dovrà tornare alla vittoria per tenere vive le chance di Champions. Ci sarà turnover con 5/6 novità rispetto al ko di giovedì, con i dubbi tra Strinic e Ghoulam, Jorginho o Gargano,Gabbiadini o Callejon, Mertens o Insigne. Potrebbe avere una chance anche Zapata, ma Higuain non accetterebbe di buon grado l’esclusione.

Mezz’ora di colloquio (11.10-11-40) per far capire bene le proprie intenzioni. Silvio Berlusconi è stato chiaro: «Abbiamo fatto questo incontro e ci siamo dati appuntamento tra qualche tempo per definire ogni aspetto. La mia più grande preoccupazione è di dare ai tifosi del Milan la garanzia che la nuova situazione possa far sì che il futuro del club sia all’altezza del glorioso passato – la sottolineatura forte del discorso del patron rossonero -: questa è la mia preoccupazione più grande. Ho trovato in Mr. Bee una persona assolutamente seria, ha rispettato tutti gli adempimenti tecnici che erano prodromici per la stesura del contratto e siamo diventati anche amici. Pensiamo di poter fare cose buone continuando nel nostro rapporto e lo ringrazio, si sta mettendo a disposizione per far sì che il brand del Milan possa avere una commercializzazione anche in paesi asiatici come la Cina. Questo è il progetto al quale stiamo lavorando; stiamo approfondendo vari temi perché io sono molto preoccupato che il Milan torni a essere quello che conosciamo e che vogliamo. Per la suddivisione delle quote è tutto in discussione, c’è la possibilità che io possa mantenere al 51%. Il Milan è sempre stato un affare di cuore, stiamo lavorando per tornare grandi. Resto presidente? Sì».

Pippo Inzaghi spera che la caduta libera del Milan si fermi questa sera a Napoli. «Sono convinto che ci sarà una reazione. I giocatori sono orgogliosi. E le vicende societarie non devono essere un alibi, ma uno stimolo. Berlusconi sta agendo per il bene del club rossonero. Il presidente vuole far tornare grande il Milan», dice l’allenatore rossonero che però è alle prese con un gruppo sempre più turbolento. Dopo la discussione sul pullman a Udine e il ritiro interrotto dopo il ko col Genoa, ieri è arrivato un altro episodio negativo nel corso dell’allenamento a Milanello. Protagonista Rami che, quando ha capito di essere stato escluso dalla formazione titolare (coppia centrale Alex-Paletta), è andato su tutte le furie. Ne è nato un litigio con Inzaghi che ha escluso il francese, reduce dalla chiusura a vuoto su Bertolacci mercoledì sera, dalla lista dei convocati.

E’ un finale di stagione difficilissimo. La trattativa per la cessione del club si somma all’incertezza sul futuro dell’allenatore («Sarà la società a valutare, io voglio restare un altro anno e preparerò ogni partita coma una finale di Champions»). In queste circostanze diventa complicatissimo gestire i calciatori. Il nervosismo è confermato dalle squalifiche a pioggia: Mexes, Abate e Menez. L’allenatore non perdona l’attaccante francese per gli insulti all’arbitro (con bestemmia) dopo il “rosso” col Genoa, comportamento punito con 4 turni di stop: «I cartellini gialli forse non c’erano, ma la sua reazione è stata sbagliata. E’ giusto che paghi». De Sciglio giocherà a destra, a sinistra spazio a Bocchetti. In attacco ballottaggio tra Pazzini e Destro.

Redazione

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