Andrea Preti: “Le mia sofferenze d’amore diventano un film”

A Copenaghen, quando mamma e papà lavorano tutto il giorno nel loro ristorante, si cresce in fretta. Dietro la cucina o la sala, Andrea Preti, oggi modello, attore e regista, si è dovuto abituare a cavarsela da solo sin da piccolo. «Quando il mondo ti crolla addosso, devi decidere: o ti butti giù o reagisci. Prima o poi nella vita capita a tutti. A me è successo a 12 anni, quando i miei si sono separati. Con mia madre sono tornato in Italia, a Mortara, nel Pavese, e abbiamo ricominciato. Mamma mi ha spinto a fare il modello. E così a 17 anni ho iniziato».

Nel parterre di una sfilata aveva conosciuto la tennista Flavia Permetta che, dopo un anno e mezzo, lo ha lasciato per il collega di racchetta Fabio Fognini. Ora mette le sue sofferenze, di vita e d’amore, nel suo primo film da regista, One more day, nelle sale dal 14 maggio.

Andrea, come si fa a debuttare da regista e protagonista, a 26 anni?

«Solo in Italia si fa fatica a dare spazio ai giovani. Devo ringraziare due donne che hanno creduto nella forza della mia storia. Stefania Rocca, interprete femminile, e la produttrice Emanuela Bianchi. Hanno visto le emozioni sincere nel film. La sofferenza di un ragazzo che perde il padre e nell’amore trova nuova forza. Io attingo alla vitavera. Sul set ripetevo spesso: “Date voce aH’anima e al cuore”».

E il suo cuore soffre ancora per Flavia Pennetta?

«Il film non è autobiografico. Però è vero che io credo molto nell’amore. Ancora. E, sono sincero, Flavia per me era la donna giusta, per la vita».

Era pronto a mettere su famiglia?

«È naturale che sia così se ci si completa. Parlavamo di avere un figlio. Ero pronto, sì. La famiglia, i figli sono la vera realizzazione. Mia madre mi dice che sono un uomo all’antica, perché per me non esiste che ci si possa lasciare, come è capitato ai miei». Invece, dopo un anno e mezzo Flavia l’ha lasciata per Fognini.

«Non lo so se mi ha lasciato per lui. Fabio mi sta anche simpatico. Se è successo, avrò mancato io in qualcosa. Stavamo spesso lontani, per i nostri impegni. A un certo punto questa distanza è diventata incolmabile. Ma lei resterà nel mio cuore, è una parte di me».

Perché era la donna giusta?

«Non ho un ideale di donna, anzi: all’inizio ci stavamo anche sulle scatole. Mondi diversi i nostri, che si erano incontrati per caso. Maleimi aveva preso di testa, prima di tutto».

Pochi mesi fa, il suo nome è finito accanto a quello di Eleonora Berlusconi. Cosa c’è tra di voi?

«Ci siamo solo incontrati a delle sfilate. Siamo diventati amici. Tutto qui. E bisognerebbe ricordarsi, prima di attribuire flirt con leggerezza, che lei è una mamma, ha famiglia. Lei e Barbara sono persone semplici e sincere». Andrea, ora sta cercando la persona giusta?

«Non la cerco, ma sono certo che la troverò. Io credo molto nell’amore. Non posso farne a meno».

Magari stavolta una non famosa. «Be’, sono stato con una farmacista, una barista. Per capire così bene l’amore, le mie esperienze devo pur averle fatte!».

Redazione

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