Antonella Clerici: Se finisce con Eddy niente più uomini, resto sola con mia figlia

E una delle primedonne della tv, anche se contro “Amici” il suo “Senza parole” esce sconfitto: «È come correre con una 500 contro una Ferrari. Lo sapevo bene. Ma alla Rai non dico di no. E dopo 30 anni di carriera non devo dimostrare più nulla». E con la stessa sincerità parla della sua vita privata: «Nella coppia si deve sempre cercare il compromesso: la passione dura due, tre anni, poi non è che si può cambiare partner». «Se con Eddy dovesse andare male, starei bene da sola con mia figlia. Ripartire con una nuova storia? No, grazie»

Un’altra diretta di La Prova del Cuoco si è appena conclusa. Antonella non fa in tempo a rientrare in camerino che già sta chiamando casa per salutare Maelle. La seconda telefonata è per la redazione di Senza parole, il nuovo programma del sabato sera di Rai Uno che fino a fine maggio la vede affrontare la corazzata Amici di Maria De Filippi su Canale 5: «Che il confronto fosse impari lo si sapeva. Lei è anche produttrice di se stessa, mette in campo tutte le risorse disponibili. Io per chiedere un ospite devo riempire carte per 15 giorni. Di là c’è un “Sanremo” tutti i sabati. Forse dovremmo smetterla di sperimentare nuovi varietà. Potremmo mischiare le carte e osare in onda con una delle nostre fiction Rai tanto amate, al sabato: Il commissario Montal-bano, per esempio».

L’ha ferita che in tanti abbiamo gridato al flop?

«Quando non fai niente ti criticano perché sei ferma. Quando sperimenti, ti attaccano. Io sono una che rischia. L’ho fatto con La terra dei cuochi, l’unico programma che ho davvero sbagliato, arrivato quando la gente aveva la pancia piena di cucina in tv. Senza parole andava registrato, andava testato con una puntata zero. Invece è stato deciso di buttarsi. Ma così è come sfidare una Ferrari con una Cinquecento. Lo sapevo bene. Eppure io, ancora, per la mia azienda sono pronta a buttarmi. Non mi lamenta, giù la testa e pedalare. Solo che…» Che cosa non si aspettava?

«Mi stupisco di come, specie su internet, in pieno anonimato, ci sia chi goda a buttarti addosso… di tutto, appena cadi. Ho trent’anni di tv alle spalle, fossimo in Francia non dovrei dimostrare nulla. Qui sembra sempre che tutti si dimentichino il tuo percorso, quello che hai fatto. Che poi non è Antonella Clerici ad avere problemi. È tutto l’intrattenimento Rai che sta soffrendo».

Un programma sulle emozioni, da vivere appunto senza parole, in silenzio, per una vulcanica come lei è un contrappasso?

«È una sfida con me stessa. Ecco, se ho un difetto è quello di ascoltare poco. Ora sto imparando a farlo: anche le critiche le ascolto di più».

Le critiche contro una donna sono più dure?

«Certo che sì. Sai su Twitter quanti; “Ma va a fare le pulizie!” o “Limitati alle torte!”. Non ti perdonano di essere una donna arrivata e felice, che non teme le sfide».

Come quella di presentare il prossimo Festival di Sanremo con Conti. Se ne è parlato per un po’, poi, dopo le critiche a Senza ,

più nulla. Che cosa c’è di vero? «Niente, ma dall’inizio. Non se ne è mai nemmeno parlato. Abbiamo solo fatto lo stesso giorno le nostre, diverse, conferenze stampa. Poi io il mio Festival l’ho già fatto, nel 2010. E voglio lasciare un buon ricordo. È un marchio, un brand importante su cui bisogna ragionare a bocce ferme. Io invece a giugno, sparisco dalla tv per tre mesi, proprio non mi vedete». Stanca di combattere?

«Mai. Resto battagliera. Ma diciamo che in passato dopo una stagione così, mi sarei depressa. Oggi, a 51 anni, torno a casa, guardo mia figlia e penso che i problemi nella vita sono altri e che io non ho nulla da dimostrare. Alla mia età posso fare scelte più oculate. E soprattutto ho imparato di più a rispettare me stessa».

Nel lavoro come nel privato? «Certo. Resto una generosa, ma una volta cercavo sempre di accontentare prima gli altri. Per esempio Eddy. Lui si annoia al mare ad Ansedonia. A me piace. Ora io vado e gli dico: “Se vuoi venire, sono lì”. Un rapporto di coppia è sempre una ricerca del compromesso. Ma oggi so farmi rispettare di più. Sui ritardi di Eddy oggi non passo più sopra. Se non arriva e ho fame, non lo aspetto per cena. L’unica persona da cui ancora mi faccio mettere i piedi in testa, per modo di dire, è mia figlia. Averla vicino mi dà la giusta prospettiva su tutto».

Maggior rispetto di se stessi aiuta a superare le crisi di coppia?

«Di certo se tu ti rispetti, gli altri ti danno maggior rispetto a loro volta. Ma di base, davanti a un figlio, io trovo che una coppia debba fare di tutto per superare le crisi. Che ci sono sempre, è inevitabile. Ma non tollero la facilità con cui certe donne scopiazzano atteggiamenti maschili, si buttano in nuove storie, in nuove passioni, si mettono in competizione con le ventenni. La passione dura due o tre anni: che faccio, ogni tre anni cambio fidanzato? Ora fin quando lo fanno gli uomini…. che per Dna, si sa, in questo sono più… cretini di noi, o quanto meno a volte non ragionano proprio con la testa… Ma noi madri, noi donne siamo sempre state e dobbiamo restare le protettrici della famiglia».

Per il bene della famiglia lei perdona i tradimenti, quindi?

«Ovvio che se uno è un cornificatore seriale, quella è la porta. Ma non si possono buttar via anni insieme, legami profondi, per una sbandata».

Se capitasse a lei, la sbandata? «Guardi, alla mia età, chi me lo fa fare di ricominciare a costruire una relazione? Se dovesse finire con Eddy starei benissimo da sola, con mia figlia, le mie amiche, il mio lavoro. Ripartire con una nuova storia, proprio no, grazie, anche basta».

E per sua figlia che cosa sogna? «Vorrei solo vivere abbastanza per vederla adulta, strutturata e felice. Per il resto non ho rimpianti, se non quello di essere diventata madre troppo tardi. Mi piace moltissimo esserlo. Mi diverte e commuove la sensibilità di Maelle, il suo non vedere differenze, a partire dai colori dei suoi nonni. Ne avrei voluto almeno tre di bambini. Per non parlare delle adozioni. Mi arrabbio molto a pensare quanto sia complicato. Sennò a quest’ora…».

Prossimo progetto?

«Vacanza! Da giugno scompaio perire mesi. Torno a settembre con la del cuoco e, poi con Ti lascio una canzone. Io parto, Eddy se vuole, mi raggiunge. Marni raggiungerà. Lo so».

Redazione

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