No-Expo, identificati 180 black bloc

Sono 180 i sospettati nel mirino degli investigatori per lo scempio della manifestazione No Expo. «Prima del corteo abbiamo identificato un’ottantina di persone e poi altre cento. A carico di uno dei francesi arrestati pare anche emergere un collegamento con le frange violente dei No Tav»», annuncia il ministro degli Interni Angelino Alfano.
«INDOLE VIOLENTA»
Nella sua relazione alla Camera, i capo del Viminale spiega come l’obiettivo degli antagonisti fosse di portata ben più ampia: «L’azione intelligente delle forze di polizia ha impedito agli antagonisti di estendere l’area della devastazione al centro storico, colpendo sedi strategiche come la Borsa, piazza della Scala, la Camera di commercio». Operazione riuscita, dice il ministro, che ha promosso l’agente ferito dalla molotov e i black bloc. Il disastro è stato evitato, ma ora è necessario «cambiare alcune regole: bisogna che i prefetti possano impedire le manifestazioni con infiltrazioni di violenti, anche se i cortei sono pacifici e per se stessi legittimi». Prevenzione e repressione: «Serve poi alzare la pena, rendere temibili questi reati per gli incappucciati e introdurre l’arresto in differita». Ma per La Russa (Fdi) non basta lo scampato pericolo per chiudere la questione: «Mi aspettavo che cogliesse l’occasione per dire ”io mi dimetto”». Quindi sfora i tempi del suo intervento, dà in escandescenze e viene espulso dall’aula. I numeri della politica però sono decisamente superiori rispetto a quelli della Procura, che ha aperto un fascicolo per devastazione: gli indagati sono 35, oltre ai cinque italiani in carcere ci sono un tedesco, 14 greci (ai quali è stato prelevato il dna da raffrontare con quello isolato sulle tute nere) e cinque francesi. Gli investigatori stanno analizzando i filmati delle telecamere e le dichiarazioni degli antagonisti in carcere, scrive nell’ordinanza il gip Donatella Banci Buonamici, «non hanno neppure una parvenza di credibilità». Non solo: «Gli indagati hanno rivelato un’indole estremamente violenta», mostrando «un’inclinazione avversa al riconoscimento dell’autorità, dell’ordine costituito, della pacifica convivenza». Niente domiciliari, dunque, nè braccialetto elettronico, «non potendosi fare alcun ragionevole affidamento sulla spontanea osservanza degli obblighi proprio per l’assoluta mancanza di rispetto verso le leggi».

Redazione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News recenti

News più lette di oggi