Video Highlights Juventus-Real Madrid 2-1: Sintesi e Gol

Il sogno continua. Nel calcio non c’è montagna che non si possa scalare, neanche se si chiama Real Madrid, a maggior ragione in una semifinale di Champions League e nella notte del 5 maggio, che al popolo bianconero evocano dolci ricordi. Il primo atto è finito 2-1. Di Morata, Cristiano Ronaldo e Tevez i gol che hanno deciso una sfida avvincente, bella, giocata senza speculare. La Juve ci ha provato. Ha fatto la sua partita, Buffon e compagni hanno dato il massimo, quello che passava il convento. Il gol di Morata, l’ex ragazzo prodigio cresciuto nelle giovanili delle merengues, forse scaricato con troppa fretta da Madrid, aveva illuso. La mente correva veloce alla sfida del 2003, quella finita 3-1. Il pareggio di Cristiano Ronaldo aveva raffreddato gli animi, ma il rigore di Tevez ha ribaltato tutto. Fra una settimana al Santiago Bernabeu sarà singolar tenzone, può succedere di tutto.
SPETTACOLODa brividi il colpo d’occhio dello Stadium (in tribuna i ct Conte e Deschamps), tutto colorato, esaurito, il dodicesimo uomo per i bianconeri, che si sono scrollati di dosso ogni timore reverenziale verso la Champions e il Real Madrid e se la sono giocata da subito, senza pensarci, senza fare calcoli. Certe notti funziona così. Speculare il modulo, una novità per entrambi i tecnici: 4-4-2 sui generis. Sturaro sulla linea della mediana a sinistra, la mossa di Allegri, che ha chiesto ai suoi ragazzi pressing feroce e ripartenze immediate. Ancelotti ha risposto con Sergio Ramos davanti alla difesa, con Isco e James Rodriguez larghi alle spalle di Cristiano Ronaldo e Bale. Due mosse azzeccate che hanno reso l’ordalia subito frizzante. Al primo acuto, lo Stadium è esploso. Tiro di Tevez, respinta corta di Casillas, sulla sfera si è avventato come un avvoltoio Morata, che da due passi l’ha messa dentro. Juve avanti. Il Real Madrid si era presentato a Torino senza subire gol in Champions da 444 minuti. La reazione dei blancos è stata veemente, di rabbia. Buffon si è allungato su Kroos, ma nulla ha potuto sul colpo di testa ravvicinato di Cristiano Ronaldo. Pregevole l’assist di James Rodriguez, che prima dell’intervallo ha colpito la traversa.
ANCORA L’APACHEAll’inizio della ripresa la Juve è sembrata un po’ più timida rispetto al Real, che queste partite è abituato a giocarle. Qualche fallo tattico di troppo. Poi un lampo, un episodio, di rimessa. All’italiana. Galoppata travolgente di Tevez, abbattuto in area da Carvajal. Rigore netto. L’Apache dal dischetto non ha sbagliato, spiazzando Casillas. Mossa tattica di Ancelotti: fuori un centrocampista (Isco), dentro una punta, Hernandez. Allegri ha risposto cambiando modulo, passando così dal 4-4-2 al 3-5-2 togliendo l’ottimo Sturaro per Barzagli. Il forcing del Real è stato continuo, tambureggiante, la Juve si è difesa con le unghie e con i denti, ha raschiato il fondo del barile, dando tutto “rischiando” di fare il terzo con Llorente. E’ finita 2-1, il sogno continua. Non è tempo per svegliarsi, almeno fino alla settimana prossima quando ci sarà il secondo atto al Santiago Bernabeu. Il tesoretto non è da buttare. Il Real dovrà vincere per volare a Berlino e giocarsi l’undicesima. Certe notti va bene anche così.

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Redazione

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