Scuola, cambia il testo presidi valutati dai prof Si tratta con i sindacati

«L’autonomia della scuola si basa sulla responsabilità educativa del capo d’istituto, non possiamo venire meno a questo principio, altrimenti viene giù tutta la riforma: la scelta dei docenti è un pezzo di impianto». Così parlò Matteo Renzi nel vertice dem al Nazareno dimostrando di conoscere molto bene la materia di cui si parla, (per le note affinità familiari). Deciso a tutto, non però a scontrarsi con la “piazza” se a manifestare sono prof e studenti come martedì scorso. Ecco allora il summit urgente di ieri mattina con tutti i parlamentari pd delle commissioni Cultura. «Dobbiamo spiegare meglio quello che stiamo facendo, rispondere alle scemenze che girano». Il premier ha voluto che fossero presenti anche il vice segretario Guerini e il presidente Orfini e ovviamente il ministro dell’Istruzione Giannini. Si è parlato delle possibili modifiche da apportare al ddl che in ogni caso dovrà essere approvato entro e non oltre il 15 giugno. Tra le novità il 5xmille previsto per la scuola che diventerà “esclusivo” e il giudizio che verrà espresso dal Comitato di valutazione anche sul lavoro dei presidi al termine del triennio.
Anna Ascani, 27 anni, deputato pd, membro della commissione Cultura, fissa i paletti della riforma, spiega le novità, «i professori potranno candidarsi, chiedere cioè di andare in una scuola, cosa che prima non era prevista». «Ma il dirigente – continua – resterà comunque libero di scegliere in base ai curriculum anche chi non si è candidato nell’albo territoriale o meglio nelle reti (un gruppo subprovinciale compreso tra le 20 e le 40 scuole). Renzi lo ha detto chiaro. Ascoltiamo ma poi andiamo avanti. Il Pd ha lasciato in vita i suoi 95 emendamenti che riguardano i 19 articoli del ddl. Oggi una delegazione dem di cui faranno parte Guerini, Orfini e la responsabile Scuola, Francesca Puglisi, incontrerà i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Gilda e Snals. Quindi toccherà ad associazioni di genitori e studenti.
Prima della grande infornata, l’assunzione dei 55 mila insegnanti, si potrà fare domanda di trasferimento per tutti i posti disponibili. C’è chi da anni vuole tornare a casa e non ci riesce e in questo modo potrà farlo. Sono stati accantonati in commissione gli articoli 6-7-8-9 che riguardavano le questioni più spinose. Ma in casa dem e nel governo se n’è parlato. E si è fatto anche autocritica per il messaggio che non si è riusciti a far passare perché «assumere 160 mila persone in due anni è un numero che un sindacato dovrebbe fermarsi e dire: bravi».
I PRECARI
Il piano prevede l’assunzione di 100.714 docenti a settembre e 60 mila con un successivo concorso riservato agli abilitati valutando titoli e servizi. Da chiarire resta il futuro dei 4200 idonei, ovvero di chi ha superato il concorso nel 2012 ma è rimasto fuori. Ci sono emendamenti di tutti i gruppi, e non è escluso che si faccia in modo che vengano assunti prima del concorso. Una delle ipotesi (emendamento della pd Simona Malpezzi) è che possano addirittura rientrare nella prima informata facendo scendere il numero dei posti da riservare in seguito al concorso. Tutto è possibile. Con una certezza: i numeri sono espressione delle risorse disponibili e non cambieranno.

Redazione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News recenti

News più lette di oggi