Antonello Venditti esce con un nuovo disco, un tour ed una dedica a Samantha Cristoforetti

Roma, maggio i sono accorto che nella vita ho scritto anche canzoni futuristiche, perciò, cara Samantha, io ti dedico Che fantastica storia è la vita». Quando gli hanno chiesto quale brano avrebbe scelto per la nostra astonauta Samantha Cristoforetti, che la settimana prossima, il 14 maggio, concluderà la sua avventura nello spazio dopo sei mesi nella Stazione spaziale internazionale, Antonello Venditti non ha dovuto pensarci molto: in fondo anche la sua vita è stata fantastica. «Tuttavia, di canzoni dedicate al tempo e allo spazio io ne ho scritte tante», confessa il cantautore. «Una per tutte? Peppino Peppino, dedicata a mio figlio Francesco».

Sessantasei anni portati alla grande, gli immancabili RayBan Aviator che gli solcano il viso e la voce dal timbro inconfondibile,

l’interprete di Grazie Roma sta preparando un tour, che lo porterà da settembre in giro per l’Italia, mentre è da poco tornato in vetta alle classifiche di vendita con il suo ultimo disco di inediti, Tortuga, «un disco che è un punto di ritorno, ma anche di partenza. Un insieme di lavori scritti in un periodo complicatissimo e segnato da perdite molto pesanti che avrebbero abbattuto chiunque», spiega Venditti riferendosi alla scomparsa del suo tastierista storico, Alessandro Centofanti, stroncato pochi mesi fa da una lunga malattia, e del carissimo amico Pino Daniele. Ma la musica è venuta in soccorso di Venditti: «Da quei dolori è venuto fuori un disco», ha commentato il cantautore. «Il Tortuga nella realtà era il bar nel quartiere Trieste che si trova vicino al mio vecchio liceo, il Giulio Cesare. Ma quel bar era anche il simbolo di un luogo dove ti era concesso sognare, dove capitavi per caso, dove non avevi modo di scegliere il compagno di bevute e perciò, con la scusa di una birra, potevi trovarti a dialogare con una persona diversissima da te».

Figlio di una professoressa e di un vice-prefetto, l’amore di Venditti per la musica si è manifestato già da adolescente. In un libro dedicato a sua madre Wanda, L’importante è che tu sia infelice, scritto nel 2010 dopo la morte della donna cui era legato da un rapporto complesso e ricco di sfumature, Antonello ricorda di aver iniziato a prendere lezioni di pianoforte quando era alle prese con problemi di obesità e insicurezze. E l’inizio di una passione profonda: ha solo quattordici anni quando scrive la sua prima canzone, Sora Rosa, ma è durante l’università («Ho una laurea in Giurisprudenza e una seconda in Filosofia del diritto), che gli si aprono le porte del Folkstudio, lo storico locale romano nascono amicizie importanti e durature, come quella con Francesco De Gregori.

E sono sempre gli anni Settanta quando Venditti incontra e si innamora della futura e finora unica moglie Simona Izzo: dal loro amore tormentato ma intenso, destinato a sgretolarsi a pochi anni dal sì sotto il peso della dilagante popolarità del cantante, nascerà, nel 1976, l’unico figlio del cantautore, Francesco. A distanza di anni Simona e Antonello continuano a ricordare con dispiacere la fine del loro legame: «La fine di quel rapporto ha inciso profondamente nella mia vita», confessa la Izzo, mentre Venditti racconta di come, a storia conclusa, a salvarlo dalla solitudine e dal vagabondaggio emotivo era stato Lucio Dalla, che gli aveva consigliato di acquistare una casa vicino a lui. Dal canto suo, Francesco Venditti ha sempre descritto con grande affetto il famosissimo papà, che definisce «un orso buono, generoso e molto permaloso».

Un uomo molto pudico nei sentimenti, attento ai valori dell’amicizia e capace di distinguere gli “amici veri” da quelli del “Venditti cantautore”, un uomo capace di amare ma per il quale non è facile far coesistere l’amore per l’arte e quello per una fidanzata. «Penso che tutte le canzoni di mio padre siano state dedicata e me», ha confessato Francesco, oggi attore di fiction di successo, come Romanzo Criminale, e regista di cortometraggi. È lui che racconta una veste inedita dell’Antonello nazionale, quella di nonno di due adolescenti, Alice e Tommaso, i figli che Francesco ha avuto con Alexandra La Capria. «Da piccolo mi rifiutavo di studiare la musica, scrivevo le note sui tasti del pianoforte e sebbene intonato non ero affatto portato. I miei figli, invece, sono appassionatissimi di musica e, quando si vedono con mio padre, finisce che cantano tutti insieme». Segno che la passione per la musica, in casa Venditti, può saltare magari una generazione, ma mai scomparire.

Redazione

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