Lazio-Inter

Non sono mai banali le partite contro la Lazio all’Olimpico: il 5 maggio 2002 l’Inter ci perse uno scudetto già vinto, mentre il 2 maggio 2010, spinta dai franchi tiratori biancocelesti, mise un fondamentale mattoncino sul Triplete per sommo gaudio dei laziali (memorabile lo striscione “oh nooo” mostrato dalla curva nord dopo il gol rompighiaccio di Samuel). Il problema, per Roberto Mancini – altro amatissimo ex -, è che da allora l’Inter ha sempre perso: doppio 3-1 con Benitez e Stramaccioni allenatori, quindi doppio 1-0 griffato Klose sempre con Strama e quindi con Mazzarri. Anche stavolta l’Inter arriva alla sfida da underdog perché è vero che la squadra di Mancini rende meglio lontano da San Siro (4 vittorie nelle ultime 6 trasferte), ma è altrettanto vero che in stagione l’Inter non ha ancora battuto una grande. «Ma noi faremo l’impossibile per arrivare in Europa League. Tra l’altro, saremmo stati motivati anche se fossimo andati a Roma senza doverci giocare niente», ha garantito Mancini. Il quale ieri ha pubblicamente invitato Erick Thohir a fare all-in sul mercato. Il perché è stato l’allenatore stesso a spiegarlo
L’occasione, non poteva essere altrimenti, è stata fornita dalle sanzioni inflitte al club per aver “sforato” sul financial fair play: «L’Uefa ha capito che l’Inter sta cercando di fare le cose in modo giusto. La multa è limitata ma per svoltare e arrivare al pareggio di bilancio bisogna costruire una squadra che vinca tanto e vada in Champions. E’ arrivato il momento in cui devi sparigliare il tavolo, creare una squadra forte che possa lottare per vincere: l’Inter deve tornare là dove merita». Già. E Thohir ha recepito il messaggio dando il placet alle due operazioni più onerose dell’estate, quella per portare Touré in nerazzurro («Credo che il rapporto che ho con lui possa contare se il City decidesse di venderlo e se Yaya fosse orientato ad andare via») e quella per tentare di strappare Dybala alla Juventus: «Perché dovrebbe scegliere noi? Perché l’Inter, come Juve e Milan, è una grande».
La rivoluzione – al netto delle trattative col Barça per Kovacic, Pedro e Song – sarà completata da un altro centrocampista (Thiago Motta è il preferito, ma il Psg per ora non vuole venderlo), da un paio di esterni (in settimana appuntamenti col Chievo per Zukanovic e con l’entourage di Masuaku, su cui c’è pure la Roma) e da un nuovo portiere qualora Handanovic non dovesse rinnovare. Il preferito di Mancini è Cech e, sull’ex numero 1 del Chelsea, è arrivata un’importante apertura da Mourinho: «Noi abbiamo bisogno di due ottimi portieri. Senza Petr in questa stagione non credo che saremmo diventati campioni, quindi spero che resti. In caso contrario non voglio che giochi contro di noi in Premier». Stasera, intanto, per la prima volta Hernanes affronterà la Lazio all’Olimpico da avversario in una settimana in cui il suo nome è stato depennato dalla lista dei giocatori della Seleção che parteciperanno alla prossima Coppa America: «Dopo il Mondiale sono stato cinque mesi senza giocare e Dunga ha fatto bene a non convocarmi. Non mi pento però di aver scelto l’Inter perché ho fiducia sul fatto che il club tornerà a essere uno dei migliori al mondo». Formazione: in dubbio Ranocchia (affaticato), è pronto Felipe.
Redazione

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