Bayern Monaco-Barcellona

Javier Mascherano non si fida «affatto del Bayern Monaco. Conosciamo troppo bene l’allenatore, i giocatori e, anche, lo stadio per farlo». Non si tratta di un atteggiamento diplomatico o politicamente corretto. Il “Jefecito”, del resto, è famoso per dire sempre quello che pensa. Il 3-0 rifilato ai campioni di Germania nella gara d’andata, disputata la scorsa settimana al Camp Nou, è senza dubbio un eccellente risultato. Tuttavia, i tedeschi hanno già dimostrato che non esistono rimonte impossibili, confermando nel ritorno dei quarti di finale contro il Porto di non essere, per orgoglio e passione, secondi a nessuno.

«Il Bayern, un animale ferito? Potrebbe essere una delle letture della partita». Luis Enrique ha sottoscritto e riproposto la versione di Mascherano, che è anche la sua nonché dell’intero spogliatoio blaugrana: «Sono reduci da un’eliminatoria rimontata alla grande. Hanno pure segnato più gol di quanti ne avessero bisogno. Lo hanno già fatto e per questa ragione, siamo pronti a soffrire». Da escludere, quindi, un calo di tensione. E del resto, non sarebbe ammissibile in una semifinale di Champions League: «Rilassati? Manco per scherzo. Tutt’altro. A volte bisogna tranquillizzarli, i ragazzi. Analizzeremo i loro punti forti e proveremo a risolvere i problemi che ci troveremo di fronte».

Su una cosa, Lucho si è trovato d’accordo con Pep Guardiola: «No, nemmeno io voglio una partita pazza. E se così sarà, faremo di tutto per riportarla sui binari della tranquillità». Eppure, con un gol Messi e compagnia sarebbero automaticamente a Berlino. Difficile, infatti, immaginare che il Barcellona, una delle difese più forti del continente, possa incassare cinque reti in novanta minuti. L’ex allenatore della Roma, però, ha voluto mettere subito in chiaro che la sua squadra «non speculerà sul risultato d’andata. Abbiamo un’idea di gioco collettivo che ci piace e inorgoglisce. Scenderemo in campo, come sempre, per vincere la partita». Le vittorie in casa del Manchester City e del Paris SG, del resto, non sono arrivate per caso.

La logica e le agenzie di scommesse sono d’accordo: il Barcellona sarà la prima finalista dell’edizione 2014-2015 della massima competizione europea. I blaugrana potrebbero, così, essere i rivali della Juventus (che domani sera cercherà di strappare il pass al Bernabeu) nella finalissima di Berlino, dove Luis Suarez e Giorgio Chiellini potrebbero incrociare di nuovo le proprie spade dopo il duello della scorsa estate in Brasile con le maglie delle rispettive nazionali. Ed è stato lo stesso attaccante uruguaiano a tornare sul celebre morso rifilato allo juventino. In un’intervista alla pagnia web algerina “Le Buteur”, il “Pistolero” ha, infatti, ricordato una delle tappe più difficili della propria carriera: «È stato complicato. Ho cercato in tutti i modi di non pensare a quanto accaduto. L’unica cosa che mi interessava era la fine della sospensione. Grazie all’appoggio di mia moglie, della mia famiglia e dei miei amici sono riuscito a non perdermi d’animo mentre aspettavo il giorno in cui ho finalmente avuto di nuovo l’opportunità di giocare a calcio».

Missione remuntada. Guardiola lo spera, Müller lo crede e i tifosi la sognano. La missione di questa sera dei bavaresi contro il Barcellona sembra essere di quelle impossibili, viste le ultime apparizioni dei campioni di Germania che dovrebbero recuperare le tre reti del Camp Nou per poter staccare il biglietto della finale di Berlino. Guardiola apre la conferenza stampa smentendo le voci di un suo possibile addio a fine stagione per approdare al City. «L’ho detto già 200 milioni di volte: ho un altro anno di contratto con il Bayern. Per quel che riguarda il prossimo campionato allenerò ancora qui». Un chiarimento necessario prima di parlare del match di questa sera. «Voglio essere realista e sincero: rispetto al 3-1 di Oporto è un’altra storia. L’obiettivo è difficile da raggiungere, però abbiamo la qualità per riuscire nell’impresa. La cosa più importante sarà difendere con ordine. Dobbiamo avere pazienza. Se dovessimo uscire sarebbe una stagione fallimentare? Non sono qui per essere il miglior allenatore al mondo. Di questo non me ne frega niente. Non ragiono in base ai titoli. È semplicemente un sogno essere qui».

«Non sono troppo eccitato ma nemmeno pessimista – ha detto Müller -, credo che abbiamo ancora una chance. É come alla vigilia della sfida con il Porto e alla fine e nonostante i pronostici contrari siamo riusciti a qualificarci. Faremo del nostro meglio e nel calcio tutto più succedere».

Redazione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News recenti

News più lette di oggi