Al Bano e Romina Power: Uniti, fanno ancora sognare la gente parola di Cristel Carrisi

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Milano, maggio cucinare per i suoi genitori adesso ci pensa lei. Terzogenita di Al Bano e Romina Power, Cristèl Carrisi si lancia nell’universo del cibo come conduttrice di Cucina Cristèl, il programma gastronomico in onda su Telenorba, la rete locale della sua Puglia. Un’avventura tutta nuova per lei, cantante come mamma e papà, ma da sempre appassionata di pentole e padelle.

Uniti, fanno ancora sognare la gente

Dopo aver seguito un corso da chef negli Stati Uniti, ora dispensa consigli su come realizzare la ricetta perfetta, compresa quella della felicità, tanto cara alla sua famiglia. Anche se, sottolinea Cristèl a Nuovo, «le cose belle e naturali vengono da sé».

Pur se non lo dice in modo esplicito, il riferimento (neanche troppo velato) è alla ritrovata sintonia tra i suoi genitori. Dopo il divorzio – seguito a 29 anni di matrimonio e a quattro figli – adesso i due sono di nuovo vicini, come han-j no mostrato cantando fianco fianco sul palco dell’ultimp Festival di Sanremo e girando/ il mondo insieme con la loro tournée.

La neocuoca del piccolo schermo, però, preferisce non commentare questo riavvicinamento e desidera puntare l’attenzione sulla sua nuova e-sperienza professionale. Per questo alla domanda diretta di Nuovo risponde un po’ seccata: «È fuori tema. Io e i miei fratelli abbiamo già i nostri casini e non andiamo certo a mettere bocca in quelli degli altri». Una maniera per non sbilanciarsi troppo in una fase estremamente delicata del rapporto tra mamma e papà, che al momento sono di nuovo impegnati con il tour della reu-nion: uno show spettacolare e applauditissimo, che il 29 maggio farà tappa anche all’Arena di Verona.

E della nuova esperienza di Cristèl ai fornelli che pensano? «Hanno sempre saputo della passione per la cucina e conoscono la mia determinazione: non so stare con le mani in mano, ho bisogno di avere un progetto su cui concentrarmi. In più sanno che amo preparare qualcosa di buono e per loro è naturale vedermi in una trasmissione così».

Preparare un piatto vuol dire metterci creatività. Una dote che, nella tua famiglia, non è mai mancata…

«In ogni bambino c’è uno spirito creativo, una fiamma. La mia famiglia ha praticamente gettato benzina su questa fiamma».

La cucina, però, è anche armonia: adesso anche tra i tuoi genitori ce n’è?

«Anche se non siamo tutti fisicamente nello stesso posto, una serenità ritrovata c’è».

Quindi la vostra è una famiglia allargata e felice?

«Sì, e il segreto è non imporsi una regola, cercare di non forzare nulla. Deve essere una cosa naturale e alla fine bisogna lasciare che il buon senso e l’armonia prevalgano. E poi ogni caso è diverso dall’altro. Le prediche e le imposizioni sono inutili».

Tuo padre ha un’azienda di vino: visto il vostro profondo legame state pensando a un progetto insieme?

«Ogni figlio sa bene, secondo me, che deve cercare di non lavorare con i propri genitori. Questo è un sano consiglio che do a qualsiasi giovane: provate a stare professionalmente lontani da mamma e papà. È difficile. Chi è più grande crede di saperla tutta, di dovere insegnare sempre qualsiasi cosa. 11 figlio invece dice: “No, io sono la nuova generazione, posso cambiare il mondo”. Ed ecco che si genera un conflitto allucinante che, per me, è insormontabile. Quindi meglio evitare».

«Cucinare per me è un atto d’amore»

Che cosa si metteva sulla vostra tavola quando eri bambina?

«Mio padre ama cucinare, la mia mamma meno. Viaggiando tanto ci hanno sempre insegnato ad assaggiare i prodotti locali, a essere molto curiosi. Sin da piccoli non siamo mai stati schizzinosi con il cibo e mangiavamo qualsiasi cosa. Magari ci trovavamo un mese in Australia o due in Germania e assaggiavamo di tutto».

Adesso quelle scoperte le porti anche in tavola, confezionando ricette tutte tue. Cucinare davanti alle telecamere è facile per te?

«Mi sono sentita subito a mio agio, anche perché colla-boro con un gruppo di lavoro giovane. Ma devo ammettere che all’inizio una parte di me diceva: “Ce la farò?”. Poi, una volta che è partito il programma, è andato tutto liscissimo».

Ci racconti come è nata quest’idea?

«Ero in Puglia a cena col nuovo direttore di Telenorba, Leo Zani. Lui sa della mia passione per la cucina e crede molto in me: è affascinato dal mio lato buffo e un po’ impacciato, un aspetto del mio carattere che pochi conoscono. Così è nata la voglia di realizzare una “cucina-commedia”. In studio sono sempre affiancata da ospiti, generalmente sono comici e sono convinti che io non sappia cucinare. Il gioco è cercare di persuaderli che, in realtà, sono in grado di farlo benissimo».

Al di là del programma, invece, tu per chi cucini?

«Se devo preparare qualcosa per me vado di broccoli lessi o, comunque, qualcosa di super semplice. Ma quando lo faccio per gli altri mi impegno molto di più: dedicare tempo a qualcuno lo considero comunque un atto d’amore».

Qual è il tuo cavallo di battaglia tra i fornelli?

«Cucino tutto, soprattutto la pasta, ma mi piace moltissimo la pasticceria americana, in particolare la pecan pie, che è una torta a base di noci e di pasta frolla. Davvero ottima!».

A guardarti, sempre così in forma, non si direbbe che dopo aver cucinato i dolci tu li mangi, però…

«Per compensare faccio anche tanto sport!».

Sono prelibatezze americane, ma sappiamo che mantieni la tua base pugliese…

«Sì, nelle mie ricette c’è sempre l’Italia».

«La musica ispira le mie ricette»

Ti consideri una specie di Carlo Cracco in gonnella?

«Ho passione e ho anche studiato cucina negli Stati U-niti. Ma no, non potrò mai essere come lui, Cracco è troppo più… bello di me!».

Quando sei a fornelli a-scolti musica oppure no?

«Dipende da che cosa preparo. Se è qualcosa con cui ho dimestichezza sì, perché vuol dire che posso distrarmi. Altrimenti no, voglio rimanere concentrata sui miei piatti. Ma se musica deve essere, in cucina ascolto quella sudamericana. In qualche modo quelle sonorità allegre mi ispirano».

Se dovessi dare una ricetta per vivere serenamente, (piali sarebbero gli ingredienti fondamentali?

«Trovare il proprio equilibrio tra lo spirito e la soddisfazione personale. Questo può significare avere una famiglia o anche il lavoro che si desidera. lnsomma vuol dire realizzare se stessi per provare anche ammirazione quando ci si guarda allo specchio. Perché il mio scopo, un giorno, è anche i|ucllo di potermi rispettare per quello che ho fatto».

Redazione

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