Fabio e Mingo: Il Gabibbo li licenzia, però loro non si arrendono

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Milano, maggio- Dopo annunci e colpi di scena, Fabio e Mingo, storici inviati di Striscia la notizia, hanno ricevuto il benservito. I due pugliesi non fanno più parte della squadra del tg satirico di Canale 5, perché due’loro servizi di denuncia  quello su una maga e quello su un falso avvocato – si sarebbero basati su notizie inventate. La decisione è stata presa dal creatore del programma Antonio Ricci, che ha affidato il verdetto al Gabibbo. Il 23 aprile il pupazzone rosso ha annunciato in diretta: «Fabio e Mingo sono sospesi, il rapporto di fiducia si è logorato, vi faremo sapere. Oh, qui siamo a Striscia, mica a MasterChef !». Le poche e perentorie parole avevano creato sconcerto tra i telespettatori. Erano stati ipotizzati motivi di ogni genere, compresi quelli più surreali o ironici, tipo: «Fabio e Mingo si sono arruolati nell’Isis».

Poi è emerso che l’indagine sulle loro inchieste “taroccate” era partita prima di tutto dalla Procura di Bari. Fabio e Mingo avevano realizzato un servizio su un finto avvocato e i magistrati si erano dati da fare per trovarlo e punirlo. Le indagini hanno svelato che l’uomo col viso nascosto era in realtà un attore. Il sostituto procuratore Isabella Ginefra aveva chiesto chiarimenti a Striscia, all’oscuro di tutto. Mediaset ha così avviato un’indagine interna, scoprendo che pure il servizio sulla cartomante era finto. È stato davvero troppo. Ecco così la sospensione e due denunce per truffa, una a nome di Mediaset, l’altra firmata da Ricci, depositate a Bari.

Nessun altro, nemmeno i conduttori Ficarra e Picone, era allora al corrente della situazione, quando Fabio e Mingo sono stati silurati. Gli attori-inviati lavorano insieme dal 1977 e collaboravano con Striscia dal 1993. Erano diventati molto noti per servizi che smascheravano il malaffare. Ai protagonisti di vicende torbide e di gaffe consegnavano il “provolone cult”, che è equiparabile al Tapiro d’oro distribuito da Valerio Staffelli.

Dopo il primo annuncio di Striscia, Fabio e Mingo si erano negati a giornalisti e telecamere. Solo un giornale, prima che il giallo fosse svelato, era riuscito a scovarli, a Bari, la loro città. Mingo aveva negato di sapere qualcosa che giustificasse la decisione, appresa dal Gabibbo. E aveva ribadito, in attesa di parlare con Ricci, che lui e il suo socio erano tranquilli. Fabio aveva aggiunto di sentirsi su Scherzi a parte, «dopo mille puntate e dieci conduzioni».

I segnali che intanto arrivavano non e-rano dei migliori. Il 27 aprile, prima ancora della decisione definitiva, il Gabibbo aveva annunciato:

«Striscia la notizia è alla ricerca di nuovi inviati/e. Fateci pervenire al più presto un vostro servizio dimostrativo, della durata non superiore ai quattro minuti. Tra gli altri, i-noltre, cerchiamo anche inviati/e con laurea in Giuri sprudenza. Vi aspettiamo».

Poi il 5 maggio è arrivato un nuovo annuncio, sempre dal Gabibbo: «Abbiamo acciarato che il caso di qualche tempo fa della maga sudamericana non esiste e anche quello del falso avvocato era una messa in scena. E a noi già questo basta: è una cosa grave, seguiranno azioni legali. Non tutti hanno la nostra sensibilità». Fabio e Mingo prima hanno risposto:

«Ci siamo sempre prodigati per rendere al meglio la nostra prestazione di attori nell’ambito dei servizi, prodotti esclusivamente nel rispetto delle precise indicazioni ricevute, assecondando, sempre, gli autori del programma». L’uso della parola “attori” in questo caso suona come una discolpa. Spesso artisti come loro sono presentati come «inviati», termine che di solito si applica ai giornalisti e corrisponde a una qualifica precisa prevista dal contratto della categoria. 11 pubblico potrebbe pensare che anche gli “inviati” di programmi come Striscia siano giornalisti; invece quelle trasmissioni non hanno un direttore responsabile, non applicano il contratto giornalistico e non sottostanno alle regole etiche della professione.

Molti spettatori tifano per loro

Comunque la «correttezza dell’attività svolta» è stata ribadita da Fabio e Mingo anche nel comunicato diffuso dopo la notizia delle indagini: «Una mail per mandarci a casa dopo 19 anni. Con una comunicazione inviata per posta elettronica, Reti Televisive Italiane pretende di aver risolto il nostro contratto accusandoci di aver realizzato un servizio “precostituito e artefatto”. Si fa riferimento anche a una presunta indagine della Procura di Bari su tale vicenda, nella quale non ci viene mosso alcun addebito, non avendo ricevuto comunicazioni in proposito». Fatto sta che l’avventura di Fabio e Mingo a Striscia pare al capolinea per i presunti falsi scoop: inaccettabile per un programma che, da sempre, smaschera gli imbrogli. Tanti però fanno ancora il tifo per il simpatico duo. «Ci rivedrete prestissimo in Tv», hanno assicurato. Ma, salvo colpi di scena, dovranno cercarsi una rete alternativa. In ogni caso, Fabio ha ripubblicato il suo libro sulle persone in sovrappeso, Sotto il segno della bilancia, mentre Mingo è al cinema con Nomi e cognomi, dove recita con Maria Grazia Cucinotta, che è più bella del Gabibbo…

Redazione

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