Santa Marinella, Abusi sui minori la casa famiglia è un lager

Per adolescenti e ragazzi alla deriva doveva essere la salvezza, l’unica via d’uscita. Ma la casa famiglia di Santa Marinella era un altro piccolo inferno, forse peggiore di quello che si erano lasciati alle spalle. Maltrattamenti, abusi, botte, cibo scaduto e psicofarmaci somministrati senza il controllo di un medico. Ecco cosa accadeva all’interno della villetta sull’Aurelia gestita dall’organizzazione onlus «Monello mare» dove venivano accolti minori in difficoltà o con situazioni familiari impossibili. Ieri mattina all’alba la casa famiglia, convenzionata con il ministero di Giustizia, è stata chiusa e posta sotto sequestro dalla polizia. Agli arresti domiciliari il direttore di 55 anni, uno psicologo accusato tra l’altro di violenza sessuale. Alle sue quattro collaboratrici, indagate per maltrattamenti aggravati, tra cui la moglie, è stata vietata la dimora presso la struttura. Le misure cautelari sono state emesse dal gip di Civitavecchia su richiesta della stessa Procura. Gli otto minori attualmente seguiti dagli operatori di «Monello mare» – 5 maschi e tre femmine, hanno dai 14 ai 17 anni – sono stati trasferiti in altri centri. «Accuse infondate, dimostreremo che niente è vero», replicano gli indagati attraverso il loro legale.

I RACCONTI Le indagini sono partite un anno fa in seguito alla segnalazione di un’assistente sociale e di una tutrice minorile. Una ragazzina ospite della casa famiglia aveva raccontato le giornate in quella che doveva essere una struttura protetta per gli adolescenti e invece era un lager. Gli altri ospiti della struttura sono stati sentiti in una serie di audizioni protette alla presenza di uno psicologi. I racconti confermavano i maltrattamenti.

Una ragazzina è riuscita a girare con il cellulare un video in cui si vedono gli assistenti che picchiano un adolescente. Un minore è finito in ospedale per lesioni provocate dalle percosse. Nel diario di una delle ospiti c’è la cronaca quotidiana delle violenze subite dai ragazzini. Lei scrive tra l’altro di essere stata toccata dal responsabile della casa famiglia, riferisce il linguaggio osceno da lui usato. Il direttore, oltre che di maltrattamenti aggravati e lesioni, deve difendersi anche dall’accusa di violenza sessuale. È una psicologa come lui anche la moglie, tra le quattro operatrici indagate. Nessuno lì intorno sospettava che nella villetta a schiera i ragazzini vivessero così male, quel luogo era al contrario considerato un rifugio tranquillo per ragazzi sofferenti portati via alle famiglie non in grado di occuparsi di loro. Indignato il sindaco di Ladispoli, un Comune vicino: da tre anni l’amministrazione spendeva 2.500 euro al mese per un ragazzo africano di 17 anni ospitato nella casa famiglia. «L’associazione “Il Monello Mare ” è una piccola comunità a dimensione familiare nella quale viene svolto un intervento specialistico su disturbi che emergono nella fase di crescita», si legge nel sito della onlus.

LE REAZIONI Ma i ragazzini hanno raccontato tutt’altro. «Forniremo agli inquirenti tutti gli elementi, anche documentali che smentiranno le accuse», si difendono gli indagati. «In Italia i minorenni vittime di violenza sono 91.272. Una città di provincia. E questa è una realtà non accettabile», il Garante per l’infanzia e l’adolescenza, Vincenzo Spadafora, anticipa alcuni dati dell’indagine nazionale che sarà presentata venerdì prossimo e sollecita più controlli. «Nelle strutture che ospitano i minori dovrebbe essere installato un sistema di video-sorveglianza», chiede Mara Carfagna, portavoce di Forza Italia alla Camera.

Redazione

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