Samantha Cristoforetti, il suo rientro rimandato di un mese per un incidente

samantha cristoforetti

Samantha l’ha presa bene. «Sono molto contenta di restare nello spazio ancora un po’», ha detto la Cristoforetti, prima astronauta italiana della storia, in collegamento diretto dalla Stazione Spaziale Internazionale in orbita intorno alla Terra con il Conference Center dell’Expo a Milano. Ma non ha avuto altra scelta. Il misterioso incidente al cargo spaziale russo Progress, lanciato verso la Stazione Spaziale dal cosmodromo di Bajkonur, in Kazakistan, ed esploso rovinosamente nell’atmosfera, ha mutato tutti i piani.

Samantha avrebbe dovuto rientrare alla sua base in Kazakistan il 14 maggio con due colleghi, il russo Anton Shkaplerov e l’americano Terry Virts, utilizzando una navicella Sojuz. Ora invece lo stacco dalla Stazione Spaziale del modulo con i tre astronauti è stato rinviato di circa un mese. La Cristoforetti è bloccata a 400 chilometri dalla superficie terrestre. Roberto Battiston, presidente dell’Agenzia spaziale italiana, chiarisce così la ragione del ritardo: «Non è dovuto ai mancati rifornimenti che viaggiavano sul Progress, ma a una riprogrammazione dei lanci da parte russa dopo il problema al cargo». E tranquilizza: «Si tratta di una breve estensione della missione, rispetto alla durata prevista di sei mesi.

Quindi non ci sono problematiche particolari: la Stazione Spaziale è attrezzata per ogni evenienza. Ha delle riserve, perché può ospitare fino a nove astronauti e al momento a bordo ce ne sono sei». Se le dichiarazioni ufficiali sono rassicuranti, la dinamica dell’incidente al Progress, che per fortuna era una navicella dalla guida automatica senza equipaggio, non è affatto chiara. L’Agenzia spaziale russa sta ancora indagando sulle possibili cause. Tuttavia in Italia la preoccupazione di garantire un rientro rapido e sicuro a Samantha sembra passato in secondo piano. Ora l’obiettivo principale è diventato un altro: battere il record femminile di permanenza spaziale. L’americana Sunita Williams rimase per 195 giorni sulla Stazione Spaziale tra il 2006 e il 2007. Salita in orbita il 29 novembre scorso, la Cristoforetti può superarla se il suo ritorno avverrà dopo sabato 6 giugno (il record assoluto di 438 giorni, ultimato sulla Mir nel 1995, appartiene al russo Valery Polyakov).

Professionale ed efficiente come sempre, la nostra astronauta non ha accennato al possibile primato nel suo collegamento dallo spazio. «È un piacere e un privilegio per me rimanere ancora sulla Stazione Spaziale», hadetto semplicemente, «dove si realizzano esperimenti importanti in microgravità. C’è ancora molto lavoro da fare». E non ha accennato neppure ai pericoli della vita da astronauta, che ora deve prolungare di un mese. Spiega Liliana Ravagnolo, istruttrice degli astronauti dell’Altec di Torino, che fornisce servizi logistici alle missioni spaziali: «L’assenza di gravità influisce sulla salute. Il sangue si concentra nel capo, causando il rigonfiamento del viso e forti emicranie: uno dei sintomi più accusati è la riduzione della vista. Servono due ore al giorno di esercizio fisico con macchine apposite per evitare l’eccessiva perdita di massa ossea e muscolare. In orbita il sole sorge e tramonta ogni 90 minuti, il sonno è molto disturbato». Studi scientifici hanno evidenziato conseguenze fisiologiche e psicologiche per gli astronauti già dopo un mese nello spazio. Forse, fatti tutti gli scongiuri del caso, c’è poco da rallegrarsi che Samantha non sia già tornata a casa.

Redazione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News recenti

News più lette di oggi