Scuola, alla Camera primi sì alla riforma Renzi: niente decreti per assumere precari

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ROMA Mentre il premier esclude decreti stralcio per l’assunzione dei 100 mila precari («impossibile proprio perchè le immissioni in ruolo sono collegate al nuovo modello di scuola»), è iniziato il cammino di approvazione de “La buona scuola” da parte della Camera. Ieri in una seduta abbastanza concitata ha approvato i primi 7 articoli della riforma.

L’aula ha dato il via libera all’articolo 1 del testo (243 sì, 107 no e 1 astenuto) che determina l’autonomia degli istituti scolastici per quello che riguarda la gestione e i parametri del monte ore annuale delle materie, il potenziamento del tempo scuola e la programmazione flessibile dell’orario complessivo che consentirà alle scuole di essere aperte anche di pomeriggio. L’articolo 2 approvato con 251 sì e 83 no, consegna al preside la possibilità di un’efficace e strutturale gestione del personale scolastico, dei fondi dell’istituto e delle strumentazioni tecnologiche e materiali. Con 267 sì e 92 no, è poi stato va-lidato dall’assemblea l’articolo 3, che prevede l’attivazione, solo nel 2° biennio e nell’ultimo anno delle scuole secondarie di secondo grado degli insegnamenti opzionali che saranno a discrezione degli studenti, avvalendosi anche della quota di autonomia e gli spazi di flessibilità. L’Aula ha poi dato il suo placet all’articolo 4 riguardante l’alternanza scuola-lavoro ed il quinto articolo inerente all’insegnamento negli istituti penitenziari.

C’è da segnalare che il governo è stato battuto su un emendamento tecnico di merito della commissione bilancio. L’errore, dovuto per ammissione del vicepresidente della Camera Roberto Gia-chetti che ha chiuso la votazione mentre il gruppo del Pd era in fase di orientamento del voto, non ha comunque influenzato il cammino della successive votazioni. Da registrare le perplessità espresse dalla Commissione Bilancio della Camera sulle coperture economiche della riforma, in particolar modo, quelle relative alle modifiche approvate in commissione Cultura. Tuttavia a tenere banco per tutta la giornata tuttavia sono state le dichiarazioni del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che ha espresso soddisfazione per il ddl di riforma: «Sono molto contento della discussione sulla scuola perché dopo anni e anni di chiacchiere finalmente entriamo nel merito di quella che è la principale sfida del Paese. Più parliamo con serenità e tranquillità nel merito della riforma, più abbiamo da guadagnare. Finalmente si mette al centro la scuola».

Il premier ha inoltre sottolineato che «dopo aver discusso si decide, altrimenti il Paese di blocca». Renzi ha inoltre rivendicato gli investimenti del suo governo: «Siamo il primo governo che mette più soldi sulla scuola. Centoses-santamila assunzioni tra questo e il prossimo anno è una cifra enorme. Per gli altri precari non ci può essere altra procedura che quella concorsuale. Prendo un impegno: si entrerà solo per concorso e non separo le assunzioni dalla riforma, perché per troppo tempo nella scuola si è assunto senza criteri strutturali». Mentre erano in corso le votazioni, a pochi passi dalla Camera in piazza del Pantheon, i sindacati confederali hanno dato vita ad una iniziativa di ascolto e confronto. Sono giunti fischi e contestazioni sia per le due deputate democratiche Simona Malpezzi e Anna Ascani che cercavano un dialogo in piazza e sia per l’esponente della minoranza dem Stefano Fassina.

Redazione

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