Anticipazioni Le tre rose di Eva 3: il potere logora chi non ce l’ha

Come amava ripetere il politico Giulio Andreotti… il potere logora chi non ce l’ha. Un pensiero che può essere anche tradotto in: le ambizioni sono un ingrediente fondamentale nella vita, ma non bisogna esagerare. Chiedere conferma ad Alessandro Tersigni, che è protagonista della terza stagione della fiction di Canale 5 Le tre rose di Èva. Così come il suo personaggio Massimo Camerana, nipote del cattivissimo Ruggero (Luca Word), Alessandro ha ben chiari gli ambiziosi traguardi da raggiungere, a livello professionale e personale.

Non è mai facile entrare in corsa in una serie Tv di successo. Come sei riuscito a non subire il contraccolpo del debutto?

«Ormai ci sono abituato! Mi era capitato sia ne I Cesaroni sia in Un medico in famiglia. Ne Le tre rose di Èva ho avuto la fortuna di conoscere già qualche collega, come per esempio Luca Capuano che interpreta Edoardo Monfor-te. Mi hanno aiutato molto a inserirmi senza traumi. E poi ho trovato un grande sostegno in Luca Ward, che è mio zio Ruggero. Ho girato molte scene con lui, si è dimostrato un grande maestro a livello professionale e una persona cordiale, umile e disponibile. Insomma, un vero amico».

Nella fiction tu, Luca e Giorgia Wiirth, che interpreta Tessa Taviani, siete protagonisti di un intrigante triangolo amoroso. Come lo avete gestito sul set?

«Durante le riprese sono necessarie massima concentrazione e professionalità, soprattutto durante le scene più intense. Quando i riflettori si spengono, però, subentra la voglia di divertirsi insieme. Spesso scherziamo sui ciak appena girati, perché sarebbe impossibile e inumano mantenere alta la tensione per tutti i mesi di lavoro. Tessa è divisa tra il fascino del maturo Ruggero e quello del giovane Massimo. Sarà interessante scoprire quale sarà la sua scelta finale».

«Vorrei guidare la sua auto!»

Il tuo è un personaggio ambiguo, non si capisce se faccia parte della schiera dei buoni o dei cattivi…

«Senza dubbio, Massimo vorrebbe trovarsi nei panni dello zio, ma a livello umano è molto diverso da lui. È un ragazzo a modo, sa stare al posto suo. Cercherà di imparare più tracchi possibili per sostituirlo in futuro».

In che cosa lo senti vicino  al tuo modo di essere?

«Come me, è molto ambizioso, procede sempre dritto all’obiettivo senza girarci attorno. Sono convinto che sia fondamentale affinché la vita non si riduca a un’esperienza piatta e priva di significato. E poi… non nego che mi piacerebbe condurre la sua vita, a partire dall’auto che guida!».

Esistono dei limiti o vale tutto pur di raggiungere il proprio traguardo?

«I sogni vanno desiderati. ! Secondo me esistono dei limi-1 ti legati all’etica che non vanno mai valicati».

Tu che sogni hai e quali sei  riuscito a realizzare?

«Ho cominciato a lavorare da ragazzo come cameriere, con il sogno di diventare un pompiere. Poi è arrivata la chiamata del Grande Fratello che ha cambiato le carte in tavola».

In che modo?

«Mi ha dato l’opportunità di seguire l’altra mia grande passione: la recitazione. Piano piano, impegnandomi a fondo, sono riuscito a far conoscere ciò che sono in grado di fare, dopo aver mostrato chi fossi a tutti gli italiani. Un processo j inverso rispetto a quello che ! accade di solito».

È stato difficile levarti di : dosso l’etichetta di “gieffino” che vuole fare l’attore?

«In Italia si fa presto a etichettare la gente, e non parlo isolo del mondo dei reality j show. All’inizio ho incontrato un po’ di difficoltà perché | c’erano molti gieffini che provavano a diventare attori. To sono riuscito a dimostrare di volerlo diventare davvero e che quella era la mia strada».

Come hai ottenuto la parte di Massimo?

«Come fanno tutti: con i provini. Di solito per ottenere una parte si fanno tre/quattro audizioni, e così è stato».

I tuoi prossimi obiettivi?

«Se capitasse l’occasione, mi piacerebbe mettermi in gioco in un film al cinema. Ma ogni cosa ha i suoi tempi, ; per ora sono molto contento di fare fiction».

E a livello personale?

«Sogno una famiglia mia. Ho avuto la fortuna di avere dei genitori fantastici che mi hanno cresciuto con questo valore. Un obiettivo che vale la pena inseguire».

Redazione

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