Fabrizio Corona è provato, ma è tornato in forma

Lo scorso 7 maggio Fabrizio Corona è stato condotto da un blindato della polizia penitenziaria al Tribunale dei minori, dove è in corso un procedimento per l’affidamento del figlio Carlos Maria. Poche ore dopo, circondato dagli agenti, è risalito sul mezzo. Non ci sono manette, ma c’è l’immagine potente di un uomo che da oltre due anni e mezzo vive rinchiuso nel carcere di massimo sicurezza di Opera per scontare una condanna di circa dieci anni di reclusione che sono quasi gli anni di suo figlio.

Da circa un mese, cioè dallo scorso 15 aprile, Carlos, figlio di Fabrizio Corona e Nina Mo-ric, vive con la nonna, Gabriella. Pochi giorni prima, il 12 aprile, la Moric era stata portata in ospedale per un incidente domestico e si era parlato di un tentato suicidio dovuto alla paura di perdere l’affidamento del figlio. «Ci tengo a precisare», spiega l’avvocato Ludovico Lucibello, che ha seguito Corona nella causa di divorzio dalla moglie, «che non si è trattato di un tentativo di suicidio e che nessuno ha mai cercato di portare via Carlos dalla madre. Il bambino vive temporaneamente dalla nonna per le condizioni di salute di Nina, che sta passando un momento non particolarmente felice, come ha confermato anche il suo avvocato nei giorni scorsi. L’augurio di tutti è che la Moric ritrovi presto la serenità e possa tornare a occuparsi a tempo pieno di Carlos. Per il momento può andarlo a trovare ogni giorno e trascorrere del tempo con lui».

L’incontro fra Nina e Corona, racconta chi era presente in tribunale, è stato piuttosto affettuoso, sono lontane le scintille degli anni passati. «Fabrizio ha a cuore il benessere di suo figlio, ma è anche preoccupato per la sua ex moglie e ha già fatto capire che, quando sarà un uomo libero, si prenderà cura anche di lei. Per questa vicenda c’è piena collaborazione fra tutti i protagonisti», aggiunge Lucibello.

La Moric ha sofferto in questi anni per il divorzio dal marito, per il terremoto giudiziario che l’ha coinvolto, per il disgregarsi della sua famiglia. Dopo Corona la vita della Moric è stata caotica, dolorosa, instabile. L’amore per Carlos le ha permesso di essere, a detta di tutti, un’ottima madre, ma i demoni che deve combattere da quando i suoi sogni si sono infranti le tengono spesso compagnia.

E così vediamo in queste immagini la modella che ha fatto sognare gli italiani e lo spavaldo agente fotografico nel momento più critico della loro esistenza. Nina deve rialzarsi per poter tornare a crescere suo figlio, Corona attende fiducioso di poter scontare il resto della pena fuori dal carcere: i suoi avvocati hanno chiesto gli arresti domiciliari o l’affidamento in prova ai servizi sociali, anche sulla base di una perizia sullo stato di salute del detenuto redatta da Costanzo Gala, primario di psichiatria dell’ospedale San Paolo di Milano. Infatti se, almeno in apparenza, il suo fisico, anche se smagrito, sembra ancora in forma, è il suo stato mentale che preoccupa chi gli vuole bene. «Fabrizio mi è apparso provato, ma fiducioso», aggiunge l’avvocato Lucibello,

«scrive molto, forse sta preparando un nuovo libro, vorrebbe tornare a lavorare, alla sua vita». Di mezzo ci sono i tribunali, le carte, i tentativi di rimediare alla catena di errori che lo hanno portato in questo vicolo cieco. La detenzione ai tempi di Vallettopoli, le accuse ai giudici, le bravate commesse dopo essere uscito dal carcere, l’atteggiamento di sfida tenuto durante il processo, il tentativo di fuga il giorno del nuovo arresto. Un’escalation di follia per un carattere borderline come quello di Corona, che vive di alti e bassi, che fatica a stabilizzarsi e che, di certo, fra le pareti e le regole di un carcere rischia di crollare.

L’epoca degli eccessi è finita e l’immagine di un Corona vincente e sprezzante è lontana parente di quella di un uomo che sale su una camionetta per tornare nella sua cella a pensare a Nina e a Carlos, che sono tutto quello che gli è rimasto di una vita di eccessi. Tutto quello che ora vuole provare a salvare.

Redazione

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