Romina Power ricorda la mamma: “Da piccola non mi hai mai dato un bacio, ma sarai sempre il mio Angelo”

La saga familiare di Romina e Al Bano  fatta di lacrime, sorrisi e colpi di scena  si arricchisce di un capitolo inedito. In un libro semiautobiografico, Ti prendo per mano, Romina per la prima volta parla del complesso rapporto con la sua mamma, la diva Linda Christian.

E lo fa cominciando da un periodo drammatico, quello della malattia e della morte della donna, stroncata da un tumore. Nel descriverlo, però, rievoca anche l’infanzia e l’adolescenza. Di madre messicana e padre olandese, Linda fu una delle attrici hollywoodiane più affascinanti degli anni Cinquanta. Le sue nozze con Tyrone Power, celebrate a Roma, fecero epoca: la cerimonia venne trasmessa in tutto il mondo e molte furono le spose che copiarono il favoloso abito bianco della Christian, realizzato per lei dalle sorelle Fontana.

Da quello che fu definito il matrimonio del secolo, e che si concluse con un divorzio, nacquero Romina e Taryn che ebbero poco tempo per godersi il padre, scomparso quando erano bambine. Linda sognava per Romina, avviata appena adolescente alla carriera cinematografica, un futuro da star e quindi osteggiò in tutti i modi il suo amore per quell’uomo del Sud, così legato alle tradizioni, che era Al Bano.

Il quale, offeso, replicò di sentirsi fiero di offrire a Romina una vita semplice e sana, a differenza di quella che aveva condotto accanto alla madre. «Mia figlia e lui appartengono a due culture troppo diverse: possono amarsi, ma è difficile che il matrimonio duri», dichiarò più volte Linda. E tornò alla carica contro il genero in occasione della scomparsa della nipote Ylenia, convinta come Romina -che la ragazza fosse viva, al contrario di quanto credeva Al Bano.

La Christian ha vissuto gli ultimi anni della sua vita a Tubac, in Arizona. Qui, durante una visita, Romina apprende che la madre ha un tumore al colon: «Decise di non farsi operare e di non sottoporsi a trattamenti chemioterapici. Conoscendola capii che non avrebbe cambiato idea», spiega la Power. Che da quel momento si dedica a lei totalmente, in un percorso u-mano toccante, una ricerca del tempo perduto, e nella riscoperta di un profondo affetto filiale.

«Aveva tanto bisogno di amore»

«Cambio il letto della mamma, le faccio la doccia, cucino, le do da mangiare, dopo aver lavato e steso al sole vestiti e lenzuola, sciacquo i piatti, la vesto, la pettino e finalmente ho un attimo per rilassarmi», scrive Romina raccontando la sua giornata-tipo, comprensiva anche di altri compiti gravosi, che di solito vengono svolti da un’infermiera. Chiediamo come mai abbia scelto di accollarsi la cura della madre nel suo complesso e Romina risponde a Nuovo: «Sono stata accanto a lei per 4 anni. La mia è stata una scelta spontanea. Per farla non è stato necessario pensarci sopra. Non mi sono mai tirata indietro quando si è trattato di aiutarla e non capisco perché avrei dovuto incaricare un’altra persona di occuparsi di mia madre, soprattutto in una fase delicata come quella che attraversava, quando si è particolarmente sensibili e bisognosi d’amore».

Romina ha sofferto molto nell’assistere impotente al declino fisico della madre devastata dal cancro. Linda continua a dimagrire, perde i denti, è tormentata da dolori che cerca di attutire usando analgesici e fumando marijuana a uso terapeutico, l’unico rimedio che le dia un po’ di sollievo. Tuttavia non perde l’ironia e a Romina, che la sorprende a bere tequila, usandola poi per innaffiare le piante, dice: «Voglio che anche i fiori siano allegri». Altre volte è fragile come un uccellino ferito e chiede alla figlia: «Voglio un bacio». «La bacio sulla guancia ossuta e abbraccio il suo corpo scheletrico, cercando di trasmetterle il mio amore», scrive Romina. «Mi rendo conto che le ho dato ben pochi baci nella mia vita. Se ci penso, però, io non ricordo i suoi quand’ero piccola», conclude.

«I miei compleanni erano tutti tristi»

Ormai Linda ha i giorni contati e Romina è sempre al suo capezzale. Nel loro rapporto riaffiorano i ricordi, in una specie di inversione di ruoli. «Quando cambio il pan-nolone a mia madre mi viene da pensare che lei non mi ha mai cambiato un pannolino quando ero neonata», racconta Romina con serenità, anche se il peso di un’infanzia difficile si fa ancora sentire..Per esempio nel rievocare il suo cinquantesimo compleanno confessa: «Sono stati sempre tristi per me, a causa della mia famiglia. Il giorno in cui compio cinquant’anni dico alla mamma che è il mio compleanno e c’è il silenzio. “Mamma, mezzo secolo fa mi hai dato alla luce, non vuoi vedermi felice?”. Lei ride e risponde: “Non capisco, sto ancora cercando di capirlo”. Allora mi sono detta buon compleanno da sola e mi sono rinchiusa nella mia stanza», racconta.

Un altro episodio significativo risale al giorno in cui, appena adolescente, Romina viene scoperta dalla mamma mentre amoreggia con un ragazzo sul pavimento del bagno. Nessun rimprovero di Linda, che accetta le scuse inventate dei giovani.

Un’educazione fin troppo permissiva

Un’educazione permissiva, insomma, quella ricevuta da Romina, che poco dopo le farà apprezzare il porto sicuro della famiglia di Al Bano, tanto che arriverà a considerare la suocera come “una seconda mamma”. Eppure Linda rimane, nel bene e nel male, il centro della vita affettiva della Power: «Se ripenso a mia madre, la vedo sempre bellissima e pura come un angelo…».

Col passare dei giorni le sofferenze di Linda diventano insostenibili. «Comincio a pregare per la sua liberazione, per l’uscita dal suo corpo martoriato», confessa Romina. «L’amore che provo per lei è come un sole nel cuore: genera un calore che non va mai via». E, quando le chiediamo se sia pentita di non aver convinto la madre a curarsi, risponde: «Bisogna rispettare il volere di una persona. 11 fatto che sia vecchia e malata non significa ignorare i suoi desideri. Ho rispettato la volontà di mia madre, quando si agisce per amore non ci sono sensi di colpa».

Alla madre dedica anche una poesia

La Power ricorda, infine, che il giorno dopo la scomparsa di Linda le viene consegnato un fascio di fiori inviato alla madre. «E come se lei avesse voluto farmi un ultimo regalo». E a Linda dedica una dolce poesia: “Mamma, ho scelto una rosa per te, ma ha perso tutti i suoi petali…”, scrive, alludendo al loro rapporto difficile. E poi continua: “Eppure lo stelo spinoso è lungo e sostiene il centro della rosa, che conserva ancora il profumo, il profumo speciale che mi hai dato tu, il profumo della vita”.

Nel raccontare il rapporto con la madre, Romina si mette a nudo con tutte le sue fragilità. E rivela anche un pesante senso di solitudine che, a volte, le fa rimpiangere di non a-vere più una famiglia unita. Così, quando le chiediamo se, potendo tornare indietro, risposerebbe il suo Al Bano, si limita a rispondere: «Non si può cambiare il corso del destino», lasciandoci nel dubbio se quello della cantante americana sia di vivere con lui oppure senza di lui.

Redazione

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