Napoli-Lazio Rojadirecta: Live Streaming e Diretta Tv

Si fosse giocata uno-due mesi fa, avremmo scommesso su una partita divertentissima. E’ diventata una partita da una quarantina di milioni di euro -la Champions, passando il preliminare, ne vale circa 50 e chi va in Europa League può contare su 8/10 – dunque Napoli e Lazio se la giocheranno un po’ meno a cuor leggero. Ma se la giocheranno, perché in fondo non sanno fare altro: a prescindere dalla differente variabilità tattica, visto che il Napoli non si discosta mai dal 4-2-3-1 se non nell’interpretazione (con e senza Gabbiadini: stasera in partenza dovrebbe essere senza), mentre Pioli adatta di più la Lazio e dunque la cambia a seconda dell’avversaria, del tipo di partita da giocare e della disponibilità di giocatori.

LINEA A TRE Per esempio stasera: gli ultimi allenamenti lasciano pensare che il tecnico biancoceleste si affiderà alla difesa a tre, dunque ad un 34-3 di partenza ad alto tasso di volubilità. Resta da capire, e questo inciderà sulla genesi della partita, se sia una scelta dettata dalle assenze, oppure dal Napoli. Primo caso: più che Biglia, Pioli non sa come sostituire Radu, perché sulla fascia sinistra non si fida abbastanza di Cavanda e Braafheid e preferisce non arretrare Lulic, che non dà il meglio da laterale e soprattutto è importante a centrocampo per l’applicazione nelle due fasi. Secondo caso: a prescindere da quanto la Lazio riuscirà – o vorrà – stare alta, Pioli così vuole garantirsi più copertura dietro. Del resto gli vanno bene due risultati su tre, è il Napoli a dover fare la partita, e la Lazio sa come stare compatta e fare male in ripartenza. Anche se la scelta rischia di rivelarsi un’arma a doppio taglio, perché può finire per far soffrire la sua squadra a centrocampo.

DUELLO MONDIALE Pioli ha già usato la difesa a tre recentemente, contro la Juve: in quel caso però doveva affrontare due punte più o meno centrali, stavolta soltanto una «pura», ovvero Higuain. Che sembra voler affidare prevalentemente a De Vrij, il difensore più completo, veloce e anche esperto, che ha provato in questi giorni al centro della linea a tre. Uno contro uno (dubitiamo sarà sempre tre contro tre), è la scelta più logica. Anche perché l’olandese è quello che ha conosciuto meglio sul campo il Pipita, che pure nella semifinale mondiale di un anno fa toccò più che altro a Vlaar. Però mettere De Vrij in mezzo significa sistemargli ai fianchi Gentiletti e Mauricio e dunque lasciare il compito di scivolare sugli esterni e di assicurare le coperture preventive a due giocatori non velocissimi, soprattutto l’argentino: Callejon e Mertens (o Insigne) potrebbero approfittarne.

LE FASCE Il Napoli ha l’obbligo di vincere, dunque a meno che non riesca a segnare subito, prima o poi dovrà fare la partita. Ma nonostante questo è difficile credere che rinuncerà del tutto a giocare in ripartenza, dunque a sfruttare, contando in particolare sulla spinta di Maggio, anche le sovrapposizioni sulle fasce. Molto di questa partita si potrà decidere sulle corsie esterne: per questo e per il fatto che la Lazio non arriva a questa partita al massimo della condizione atletica (anche contro la Roma è diventata molto più vulnerabile quando è calata l’intensità del suo pressing), non ci sarà da meravigliarsi se vedremo il

3-4-3 della Lazio diventare un 5-

4-1. Sarà decisivo il lavoro su tutta la fascia di Basta, che è in un buon momento di forma, e di Lulic (un po’ meno), ma conterà molto anche quanto e come si abbasseranno Candreva e Felipe Anderson, per controbilanciare le forze a centrocampo sulle salite degli esterni del Napoli.

I FALSI TREQUARTISTI Napoli e Lazio giocano di partenza senza trequartista puro, ma Hamsik e Candreva hanno attitudine e movimenti per portare la loro qualità anche alle spalle della punta centrale. Lo slovacco, se sta bene come adesso, si trova a suo agio anche fra le linee, più vicino alla porta e dunque un centrale della Lazio dovrà sempre leggere il momento giusto per alzarsi e andarlo a prendere, aggiungendosi ai centrocampisti per non lasciare troppo soli Cataldi e soprattutto Parolo, che soffre sempre un po’, anche se ormai è abituato, quando deve tenere la posizione senza troppe possibilità di puntare la porta. Ma il Candreva che diventa abrasivo andando a cercare gli inserimenti dietro i centrali difensivi avversari ha per forza bisogno, soprattutto in una gara così, di copertura: per lui e Felipe Anderson la conditio sine qua non per poter scegliere con sufficiente libertà gli spazi dove trovare a fianco scoperto il Napoli, sicuramente non sempre perfetto in fase difensiva.

SPORTELLATE Anche per questo a Benitez servirà una partita a basso indice di errore dei suoi centrali. La scelta di Djordjevic da parte di Pioli va letta anche così: avendo più energie da spendere rispetto a Klose, il serbo si dedicherà molto al lavoro sporco, compreso il primo pressing su David Lopez. Il resto saranno sportellate con Albiol e Kouli-baly: sui calci piazzati più con il francese, visto che in quei casi lo spagnolo di solito va sul centrocampista o sul difensore avversario che sale.

• NAPOLI II pubblico del San Paolo spingerà il Napoli, ma prima i cinquantamila spettatori attesi a Fuorigrotta tributeranno il giusto omaggio a Bruno Pesaola (minuto di raccoglimento ed azzurri con il lutto al braccio), del quale si è svolto ieri il funerale alla presenza, tra gli altri, dell’ex presidente del Napoli Corrado Ferlaino e di Gianluca Grava e Miguel Britos in rappresentanza del club.

LE ULTIME L’uruguaiano è squalificato ed oggi non sarà della partita. Al suo posto è pronto Koulibaly ad affiancare il recuperato Albiol al centro della difesa. Ghoulam verrà preferito a Strinic sulla sinistra. In mediana l’unico dubbio con Inler favorito su Jorginho mentre Callejon, Hamsik e Mertenscomporranno la batteria dei trequartisti dietro ad Higuain. In arrivo almeno venti amici del capitano del Napoli dalla Slovacchia, cui papà Richard ha provveduto a far recapitare altrettante magliette personalizzate con il numero 17. Curiosità finale: il rompete le righe è fissato in pratica per l’immediato post partita, con gli azzurri che si godranno quaranta giorni di vacanza per rivedersi poi a Dimaro l’11 luglio. Tutti o quasi lasceranno la città già lunedì, lo farà di sicuro anche Benitez che ha un volo prenotato per Madrid. Comunque vada stasera, per lui sarà poi l’ultima ultima notte a Castelvolturno dove ha trascorso due anni in un piano di albergo riadattato alle sue esigenze.

 Stefano Pioli cambia modulo e sceglie il 3-4-3 adottato nella finale di Coppa Italia. Infortunato Radu e Biglia a mezzo servizio (va in panchina). In difesa spazio a Mauricio. Basta a metà campo dove si prospetta la coppia Cataldi-Parolo nel mezzo con Lulic a sinistra. In avanti, la novità Djordjevic al posto di Klose, che partirà dalla panchina anche per alcuni fastidi alla schiena. Vigilia intensa. Squadra in ritiro da giovedì a Formello. Pesano le sconfitte contro la Juve (finale di Coppa) e la Roma nel giro di 5 giorni. RIPARTENZA Pioli ha caricato la squadra. «È chiaro che abbiano preso una bella botta nel derby. Poi, ho detto ai ragazzi che c’era da fare una scelta: continuare anuotare nella delusione o reagire. A Napoli daremo il massimo per restare al terzo posto. Dobbiamo giocare da Lazio, con attenzione ed equilibrio senza andare allo sbaraglio». Il tecnico è concentratissimo sulla sfida del San Paolo, ma tiene a precisare che, comunque finirà, la stagione della sua squadra sarà positiva. «Credo che nessuno si potrà permettere di usare il termine flop o delusione sul campionato della Lazio. Difendo il nostro lavoro, ci si dimentica troppo in fretta da dove siamo partiti. Abbiamo raggiunto una posizione di classifica che per bilanci, introiti e spese spetterebbe ad altri club, gettando le basi per una Lazio in grado di dare soddisfazioni».

Redazione

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