Omicidio Melania Rea: Salvatore Parolisi già fuori tra 4 anni

Chiuso nella sua cella nel carcere di Castrogno, a Teramo, Salvatore Parolisi ha iniziato il conto alla rovescia degli anni che gli mancano ancora da scontare. La Corte d’assise d’appello di Perugia, infatti, ha ridotto la sua pena da 30 a 20 anni, dopo che la Cassazione aveva stabilito che non c’era crudeltà nell’omicidio di Melania Rea, uccisa con 35 coltellate il 18 aprile del 2011 nel bosco delle Casermette, in provincia di Teramo.

Una sentenza che permette a Salvatore di sperare. Fra 5 anni infatti  che diventano 4 grazie agli sconti avrà già scontato metà della pena e potrà iniziare a usufruire dei permessi premio previsti dalla legge, che gli consentirebbero di uscire dal carcere. I prossimi anni l’ex caporalmaggiore li trascorrerà però nella sua cella, diviso fra le lettere che riceve e quelle a cui risponde, le ore d’aria passate ad allenarsi in palestra e le lunghe chiacchierate con il frate divenuto suo padre spirituale. E poi ancora, le visite che ogni mese riceve dalla donna che con lui ha stretto un legame particolare e che presto potrebbe incontrare anche fuori dal carcere.

Una vittoria quindi per Parolisi. Una vittoria che è però per i suoi avvocati, Walter Biscotti e Nicodemo Gentile, solo la tappa di un lungo percorso. «Quello della Corte d’assise d’appello di Perugia – precisa l’avvocato Biscotti – è stato di fatto un calcolo obbligato. Ha infatti dovuto escludere raggravante che avrebbe portato la condanna all’ergastolo e quindi per la scelta del rito abbreviato la pena è passata da 30 a 20 anni. Questo è stato un processo sempre pieno di ombre e di dubbi che rimangono ancora. Aspettiamo che venga depositata la sentenza e, appena lo potremo fare, ricorreremo alla Corte di Strasburgo per ottenere il riconoscimento del fatto che Parolisi non ha avuto un processo giusto».

Salvatore Parolisi non era presente in aula a Perugia, lo scorso 27 maggio. C’era invece, come sempre, la famiglia Rea che ancora una volta ha atteso unita che i giudici pronunciassero il verdetto.

Ad attendere la sentenza, il papà di Melania, lo zio e il fratello Michele: «Soddisfatti non potremmo esserlo mai -dice Michele -, ma il massimo consentito in questo caso è stato riconosciuto. Qualcosa che in un certo modo ci ripaga. A mia madre al telefono ho detto che Melania ha avuto giustizia». Per il fratello di Melania da domani sarà dura ricominciare. «Ma lo faremo – aggiunge -, con la consapevolezza che l’assassino resterà un bel po’ di anni in carcere e potremo sperare, lo dico tra virgolette, in una nuova vita. Per noi l’unica soddisfazione è che si sia avuta certezza di chi fosse l’autore materiale del delitto, del nome di chi ha ucciso Melania: Salvatore Parolisi».

Redazione

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