Video Highlights Juventus-Barcellona 1-3: Pagelle, sintesi e gol

JUVENTUS  BUFFON 7.5  Due parate che valgono come due gol (su Dani Alves Suarez), una prestazione superlativa e degna degli avversari che aveva davanti. Lui è il Messi dei portieri, il numero uno assoluto, anche se ieri ha preso la medaglia d’argento, ha vinto lo stesso.  LICHTSTEINER 5.5 Spaventato come un gattino nel primo tempo, quando resta inchiodato nella metà campo bianconera. Tira fuori tutto il coraggio nella ripresa quando la Juve riprende in mano la partita: ma lì ci vorrebbe anche più precisione.  BARZAGLI 7  Fa tutto quello che deve fare, anche qualcosa di più. Imputare la sconfitta alla difesa è ingiusto e lui ne esce da gigante. Anche perché riuscire a farsi fischiare un fallo di sfondamento subito da Messi è un piccolo record.  BONUCCI 7  Esemplare, respinge il trio di attaccanti più forti del mondo, imbavagliando Suarez, arginando Neymar, fermando talvolta anche Messi. Di più non poteva fare.  EVRA 6  Leonino nella ripresa, timidino nel primo tempo. La media delle due prestazioni rende onore al francese, che tiene incollato il morale della squadra com’era successo a Madrid e prova ad animare la rimonta. Il suo duello con Messi è impari, ma non viene umiliato. Coman (44′) ng.  MARCHISIO 6  Iniesta lo fa soffrire. Tanto. Ma lui combatte, non molla, cerca di inventarsi qualcosa e alla fine qualcosa si inventa, con quel colpo di tacco che innesca l’azione del pareggio. Un paio di tiri da lontano e la corsa continua gli rendono onore.  PIRLO 5.5  Non accende mai la luce. Anzi non trova proprio l’interruttore di una finale che potrebbe congedarlo dal calcio italiano (e forse europeo). Le sue lacrime alla fine sono belle e umane, ma nel corso della partita non si è mai vista la genialità con la quale ha fatto godere il popolo juventino negli ultimi quattro anni.  POGBA 6  Dal germoglio di Berlino sboccerà un nuovo Pogba che ha attraversato un’altra prova spaventosa, dimostrando di essere degno di una finale di Champions, ma non ancora pronto per farla diventare la “sua” finale.  VIDAL 6  E’ l’unico a crederci dal primo minuto, dotato di sufficiente incoscienza per provarci. Combatte, picchia (com’è in fondo logico nella sua situazione) e trascina i compagni più spaventati. Potrebbe essere più incisivo in fase offensivo, ma non trova il modo di inserirsi e sufficiente precisione per affondare il colpo. Pereyra (34′ st) ng.  TEVEZ 6  Pedala con la grinta di un gregario, ma da lui ci si aspetta lo scatto del fuoriclasse. Il tiro con cui fa nascere il gol di Morata è l’unico lampo, poi c’è l’impegno, la cattiveria agonistica, l’intelligenza tattica, ma nessun dardo a fiammeggiare nella notte berlinese.  MORATA 7  Segna il gol della speranza e merita la gloria di una notte in cui ha dimostrato di crederci (insieme a Vidal) fin dal primo minuto, facendo cose da finale e senza rimanere intimidito da niente, a partire dagli avversari. Nel corso della partita perde intensità, anche perché troppo spesso rimane isolato dal resto della squadra, ma rimane il punto di riferimento offensivo. Llorente (40’ st) ng.

ALL. ALLEGRI 6
Con più coraggio poteva inventarsi qualche sostituzione nel momento di massima foga della Juventus (Pereyra per Pirlo?), ma è il gioco dei se non funziona. La sua Juventus tiene testa al Barcellona e ne esce senza rimpianti e con tanto orgoglio.
BARCELLONA TER STEGEN 6 Nel primo tempo gli scalda i guanti il solo Marchisio. Nella ripresa è più sotto pressione e sbaglia sul tiro di Tevez, rilanciando la palla in mezzo all’area invece di deviarla fuori. DANIEL ALVES 6 Non sempre perfetto nelle chiusure difensive e un po’ leggero in certi disimpegni, ma costante nel suo presidiare la fascia.

PIQUE’ 6  Tevez gli risulta indigesto come certi stinchi di maiale alla birra, l’esperienza gli serve da alka seltzer e regge l’impatto.  MASCHERANO 5.5  Un filo meno micidiale di quando lo si vede operare nella Liga. Qualche imprecisione nelle ripartenze provoca gli unici stranguglioni del primo tempo ai tifosi del Barça e resta l’anello meno forte (debole non si può dire) della linea difensiva blaugrana. Alla fine è proprio lui che lascia a Tevez lo spazio per girarsi e scoccare il tiro da cui nasce il gol di Morata.  JORDI ALBA 6.5   Spinge decisamente di più di Lichtsteiner. Mordendo la fascia e aggredendo la fascia in modo continuo. Soffre il coraggio della Juventus a metà ripresa.  RAKITIC 6.5  Segna il gol più veloce della storia catalana delle finali di Champions League, sfruttando il tempismo perfetto di chi sa farsi trovare al posto giusto al momento giusto. Fa a sportellate con Pogba, duello dal quale sfrigolano scintille e dal quale non esce completamente vincitore. Mathieu (45′ st) ng.  BUSQUETS 6  Meno geniale di Pirlo, ma tanto, tanto più incisivo nella partita di cui spesso detta i ritmi e regola l’intensità. E’ spesso l’uomo in più nelle situazioni critiche a centrocampo, quando anche senza toccare il pallone, è utile nello schermare Pirlo o raddoppiare su Pogba.  INIESTA 7.5  Il modo marzianesco con cui si inserisce, apparendo dal nulla per fare sempre danni, andrebbe riconsiderato in seno all’International Board come comportamento antisportivo. Vibra con la partita, scatenando azioni mortifere, a volte con un solo tocco ad allungare il pallone verso il compagno che può concludere. Xavi (33′ st) ng.  NEYMAR 7  Gli escono lampi dai piedi quando cambia marcia e direzione, diventando imprevedibile come la palla di un flipper. E la catena di destra della Juventus tilta più di una volta, quando la sovrapposizione di Iniesta diventa il detonatore dell’esplosività del micidiale brasiliano. Nell’azione del gol che apre la partita il suo lavoro è sublime e implacabile.  SUAREZ 7  Il meno brillante del trio magico, resta fuori dalla partita a lungo. Egoista all’inizio del secondo tempo, quando prova a fregare Buffon (ingenuo…), invece di un paio di compagni meglio piazzati. Micidiale quando crede nella discesa di Messi e lo segue per il tap-in del 2-1. Pedro (47′ st) ng.  MESSI 7  Come quelli che riescono a piegare le posate con la forza del pensiero, lui riesce a farti male stando lontano dalla porta: nel primo tempo bazzica poco l’area di Buffon, ma taglia il campo da destra a sinistra con una serie di lamate che squassano l’equilibrio difensivo della Juventus. Nella ripresa cambia residenza, spostandosi dieci metri più avanti e fa passare la difesa bianconera a Defcon 5.

ALL. LUIS ENRIQUE 7
Una volta che si è assicurato di non aver dimenticato di mettere in formazione Iniesta, Messi e Neymar l’80% del suo lavoro è fatto. Il 20% è fatto dal gioco avvolgente e dall’idea di arretrare leggermente Messi nel primo tempo.
ARBITRO ÇAKIR 5.5 Ci sarebbe un mezzo rigore su Pogba. E fischia tanto, forse troppo. Non arbitra bene, ma non influisce sul risultato finale.

Redazione

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