Fedez: “Il mio Rap non ama Barbara D’Urso”

Che ci fanno Rocco Sif-fredi, J-Ax e Fedez insieme? «Detta così sembra una barzelletta, invece siamo i protagonisti di Non c’è due senza trash (uscita prevista il 15 giugno, ndr), il video dedicato a un certo giornalismo, o pseudo tale, di politica, di televisione, che non condivido, ma soprattutto è dedicato a lei: Barbara D’Urso. E anche al leader della Lega, Matteo Salvini». Un video che di certo non passerà inosservato. E noi siamo stati sul set.

Domanda. Fedez, come nasce Non c ’è due senza trash? E perché come “vittima” la D’Urso?

Risposta. «La musica e l’idea nascono dal punk californiano con cui le band amavano dissacrare la tv e i falsi miti. Anch’io, in modo ironico, provo a cantare qualcosa che non amo. Il testo della canzone ha come protagonista uno stalker di nome Pier Giorgio (un nome di fantasia, ndr), e non è mai volgare, ma pungente. Questo stalker mette in riSalto le doti di giornalista della D’Urso che lui ama, io no. Ma non ci sarà solo lei, ha partecipato anche J-Ax con due carneo».

D. Quando canta questa canzone, Barbara appare come la Madonna circondata da Fabrizio Corona, Michele Misseri (del caso di cronaca di Sarah Scazzi, ndr), Cristiano Malgioglio…

R. «È un’immagine perfetta! La D’Urso in quella scena è come un santino con lo sguardo da “Maria Addolorata”, e intorno c’è il suo salotto. Nel testo dico: “I poveracci muoiono di fame e non riescono a pagare le bollette a fine mese, ma nel tuo studio ci saranno 400 luci accese”. Diciamo che mi sono informato. Anche su lacune e cadute di stile delle sue trasmissioni. Barbara vuole e ha la necessità di essere sempre dalla parte del popolo ma, a mio parere, lo fa in modo poco credibile».

D. Che lei sappia che reazione ha avuto la D’Urso?

R. «Ci sono due versioni: in pubblico sorride, in privato mi risulta che non l’abbia presa bene. Non attacco la persona Barbara D’Urso, ma ciò che rappresenta».

D. In tv ci sguazza anche lei…!

R. «Primo: la tv la conosco poco e più la conosco più la evito.

Secondo: il mio futuro non sarà il piccolo schermo. Ho vinto X Factor perché non ho studiato a tavolino il comportamento da tenere davanti alle telecamere. A Sky ho portato il mio essere “youtubers” perché YouTube è la piattaforma da cui sono nato».

D. I giornalisti che non la amano scrivono che lei è un successo televisivo.

R. «E mi fanno girare le palle. Io rivendico la mia gavetta, i video montati nella mia cameretta, le porte alle quali ho bussato, i calci in culo. Ho fatto dischi di platino senza mai andare in tv o in radio. Ho avuto successo grazie a Internet e a YouTube. I giovani devono sapere che ce la possono fare anche senza televisione».

D. Sbirciando dietro le quinte del video, a un certo punto, lei appare vestito come Matteo Salvini. Ennesima provocazione?

R. «Sì, interpreto il leader del Carroccio che incontra anziani, immigrati, eccetera. E non è tutto. Anche nei miei concerti, a partire dalla prossima data, apparirò vestito da Salvini ed elencherò tutti gli insulti che mi ha dedicato».

D. Ma è guerra con Salvini?

R. «Io sono molto orgoglioso e desideroso esprimere il mio pensiero, di scontrarmi con chi rappresenta una parte dell’elettorato. Lei lo sa cosa succede quando discuto con lui? I suoi seguaci mi scrivono di tutto: inneggiano al fascismo, al razzismo, usano frasi violente che nemmeno io riuscirei a partorire. Quando parli a una fetta di popolo e poi leggi questi commenti, capisci che la pancia di quelle persone è vuota, attirare consensi è più facile».

D. È pentito del suo percorso?

R. «Io non mi pento di nulla. Nulla di ciò che ho detto, fatto, scritto o cantato. Vorrei che i giovani capissero che anche se vivo in un mondo dorato, riesco a mantenere la schiena dritta. Non come alcuni miei colleghi che si schierano per convenienze e per farsi pubblicità».

D. È pronto a parare i colpi di Salvini e della D’Urso?

R. «Ci saranno reazioni, già lo so. Ma i miei testi sono didasca-laci e sto molto attento a non cadere nell’offesa, anche perché voglio evitare le querele. Ci sarà anche uno sketch sui ragazzi de Il Volo che cantano uno stile lontano dal mio mondo».

D. Una curiosità: ma perché c’è anche Rocco Siffredi?

R. «Perché Rocco è, a sua volta, un simbolo. Ieri porno attore, oggi interprete sulla tv generalista quasi preso come guru del pentimento dopo l’Isola dei famosi. E poi grazie a lui ho avuto la mia prima crisi mistica: nel video, in una scena, siamo nudi. L’ho guardato e… non c’è gara! (ride)».

Redazione

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