Omicidio stradale, via libera del Senato

ROMA I pirati della strada rischiano fino a 27 anni di carcere. E’ quanto prevede il disegno di legge sull’omicidio stradale, approvato ieri dal Senato e che ora dovrà essere esaminato dalla Camera. Questa le pena massima prevista per chi, guidando in stato di ebbrezza (oltre alcuni valori del tasso alcolemico) o sotto l’effetto di droghe, uccide più di una persona e si dà alla fuga. Senza fuga gli anni di carcere sono 18.

Se invece la vittima è singola, il colpevole rischia fino a 12 anni di carcere, che diventano 18 se fugge dalla scena dell’omicidio. Per quanto riguarda la patente, in caso di omicidio stradale, il disegno di legge prevede una sospensione che può arrivare fino a 30 anni.

Nel corso delle votazioni sull’omicidio stradale si è combattuta anche una piccola battaglia politica con il governo che è stato battuto un paio di volte. Le conseguenze non sono particolarmente gravi sul piano politico perché il relatore di maggioranza, Giuseppe Cucca, si era rimesso alle decisioni dei senatori indipendentemente dalla loro appartenenza politica.

Comunque nonostante il parere contrario del governo sono state tagliate dal ddl le parti che introducevano l’estensione della pena, da sette a dieci anni, per i conducenti di veicoli che provocano la morte di una persona in seguito a un attraversamento del semaforo rosso, un’inversione del senso di marcia, un sorpasso in corrispondenza di un attraversamento pedonale. Questa stessa pena si applica ora solo a chi provoca la morte di una persona in stato di ebbrezza ma con un tasso alcole-mico tra 0,8 e 1,5, se il tasso è superiore la reclusione prevista è da otto a dodici anni .

Chi invece provoca lesioni gravi in seguito a un attraversamento del semaforo rosso, un’inversione del senso di marcia, un sorpasso in corrispondenza di un attraversamento pedonale rischia la reclusione da nove mesi a due anni.

GLI EQUILIBRI

Comunque al di là della legge sull’omicidio stradale – intorno alla quale da anni si combatte una battaglia fra diverse scuole di pensiero – le spaccature emerse fra le forze politiche che appoggiano il governo hanno finito per gettare ulteriore sale sulle ferite nella maggioranza. Le modeste battute d’arresto di ieri si aggiungono a quella più significativa emersa l’altro ieri nella commissione Affari Costituzionali che non ha dato il parere di conformità costituzionale alla riforma della scuola. In quell’occasione erano risultati assenti tutti e tre i se-natoridell’Ncd.

Che la maggioranza sia in affanno al Senato non è un mistero visto che può contare solo su 9 voti in più e che nelle commissioni spesso la maggioranza è di un solo senatore. In questo scenario stanno per arrivare a Palazzo Madama provvedimenti strategici come quello sulla scuola e quello sulle Unioni Civili. Poi toccherà anche al terzo esame del testo della riforma costituzionale e al possibile varo definito della riforma della pubblica amministrazione che la Camera si appresta a modificare. Dunque ogni voto sarà importante anche per verificare lo stato dei rapporti interni del Pd poiché le minoranze di sinistra possono contare su 24/25 senatori.

Redazione

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