«Voti in cambio di finanziamenti» Lotito indagato: tentata estorsione

Voti e consensi in cambio di soldi. Sostegno elettorale in attesa del via libera ai finanziamenti per le società minori. Eccola l’ipotesi che ha spinto la Procura di Napoli a firmare blitz e sequestri nella sede della Federcalcio, nell’ambito di un’indagine che vede coinvolto Claudio Lotito. Patron di Lazio e Salernitana, tesserato di peso in Figc, Lotito è indagato per una ipotesi di tentata estorsione, in seguito alle accuse sottoscritte in questi mesi da alcuni dirigenti di società di Lega pro. Stando a quanto emerso finora, sono almeno cinque i manager che hanno indicato in Claudio Lotito il perno di un sistema di potere interno al Palazzo federale in grado di fare la voce grossa, specie al cospetto delle società minori.

REGISTRAZIONI DECISIVEVicenda nata dall’ormai famosa telefonata registrata da Pino Iodice, amministratore dell’Ischia Isolaverde, in cui il presidente della Lazio ragionava sull’importanza economica dei diritti televisivi per i club che entrano in A («che ci faccio con il Carpi e il Frosinone?»). Da allora, dalla pubblicazione del testo della conversazione, l’inchiesta napoletana ha fatto registrare una svolta. Rappresentato dall’avvocato Astolfo Di Amato, Pino Iodice è stato ascoltato in Procura a Napoli, puntando l’indice contro un blocco di potere che farebbe capo proprio a Lotito: voti in cambio di soldi; ok all’approvazione del bilancio consultivo, in cambio del via libera ai contributi federali, dunque.

Inchiesta condotta dal procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli, al lavoro i pm Stefano Capuano, Danilo De Simone, Vincenzo D’Onofrio, Vincenzo Ranieri, ieri mattina il blitz a sorpresa. Digos e pm nella sede della Federcalcio, con tanto di avviso di garanzia a carico di Lotito. I magistrati intendono verificare se realmente Lotito (e il suo presunto gruppo di potere) ha esercitato minacce «per costringere alcuni dirigenti delle società professionistiche di Lega Pro a votare, in occasione della seduta assembleare finalizzata ad approvare il bilancio consuntivo 2014, in senso favorevole alle sue richieste e comunque in senso favorevole all’approvazione del bilancio».

Un blitz con target diversi, tanto che ieri mattina sono stati perquisiti anche gli uffici fiorentini di Mario Macalli (presidente della Lega) e quelli romani di Carlo Tavecchio (presidente della Figc), entrambi non indagati. Tavecchio è stato anche ascoltato dai pm come persona informata dei fatti, proprio sulla scorta delle denunce finora messe agli atti. Ma sulle presunte richieste di Lotito in occasione dell’approvazione del bilancio 2014, gli inquirenti sembrano avere le idee chiare. Puntano così a verificare se le presunte pressioni «rientrano in un più ampio disegno strategico, finalizzato ad acquisire in Figc e in Lega (dalla A alle minori) una posizione di vantaggio, anche economicamente valutabile, in favore di Lazio e Salernitana».

L’ASSE DI POTERE È questa la pista principale battuta a Napoli. Capire se c’è un asse di potere nato dopo l’elezione di Tavecchio, di cui Lotito è stato grande sponsor: «Va verificato se il presidente Lotito, in forza dell’appoggio elettorale garantito all’attuale presidente federale Carlo Tavecchio, abbia ricevuto vantaggi, anche economicamente valutabili, e comunque un trattamento preferenziale, tale da far assumere allo stesso una posizione di dominio sostanziale nelle leghe inferiori». Insomma, i pm battono su questo tasto: consenso in cambio dello sblocco di fondi. Stando alle denunce messe agli atti, Lotito viene indicato come capace «di condizionare la tempistica dei contributi federali», tanto da assecondare i «suoi desiderata nelle decisioni assembleari». Ma non è tutto. In queste ore la Procura di Napoli sta verificando anche un altro aspetto, relativo alla procedura con cui Lotito ha ottenuto la «clausola compromissoria» che gli ha consentito di controdenunciare Iodice, dopo la divulgazione della telefonata sul caso «Carpi e Frosinone». Una procedura troppo rapida – sospettano i pm di Napoli – che potrebbe aprire nuovi scenari investigativi sul presunto sistema di potere messo in piedi in questi anni dal patron di Lazio e Salernitana.

Redazione

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