Formula 1 Gran Premio Austria F1 su Rojadirecta: Streaming e Diretta Live Tv

Il GP d’Austria si corre oggi sul Red Bull Ring di Zeltweg. In programma ci sono 71 giri (ciascuno di 4.326 metri) per un totale di 307,02 km. Il via è alle 14: diretta su Sky Sport F1 (canale 207) e anche su Sky Sport 1 HD. Replica alle 17. La Rai trasmette la gara in differita su Raidue alle 18.35.

Mondiale piloti: 1. Hamilton 151; 2. Rosberg 134; 3. Vettel 108; 4. Raikkonen 72; 5. Bottas 57; 6. Massa 47; 7. Ricciardo 35; 8. Kvyat 19; 9. Grosjean 17; 10. Nasr 16; 11. Perez 11; 12. Hulkenberg 10; 13. Sainz 9; 14. Verstappen 6; 15. Maldonado 6; 16. Ericsson 5; 17. Button 4.
MONDIALE COSTRUTTORI: 1. Mercedes 285; 2. Ferrari 180; 3. Williams 104; 4. Red Bull 54; 5. Lotus 23; 6. Sauber 21; 7. Force India 21; 8. Toro Rosso 15; 9. McLaren 4.
PROSSIMA GARA: GP di Gran Bretagna (Silverstone) il 5 luglio
«Perdindirindina, che brutto pomeriggio» avrebbe detto Ned Flanders, il vicino di casa di Homer Simpson. Ma il simpatico Ned, a volte sin troppo buono, non corre in Formula 1. Chi lo fa in genere è un po’ più ruvido. E’ il caso di Kimi Raikkonen, che nonostante disponesse di un’auto competitiva, si è ritrovato in fondo alla lista dei tempi, con il 18° crono, davanti soltanto alle Marussia.
In griglia la sua posizione migliorerà un po’, causa penalità a ben quattro suoi avversari. Ma sempre resta in fondo. Così, non essendo Ned Flanders, ha battezzato la giornata in maniera più diretta: «Un sabato di m…»
Ma cosa è successo realmente? Beh, un errore. Il che può accadere a tutti, in Formula 1 o fuori della Formula 1, sia chiaro. Alzi la mano chi ecc. ecc. Ma se sbaglia la Lotus, per dire, non fa notizia. Se sbaglia la Marussia (o Manor che dir si voglia), beh, fate voi. Ma se l’errore è “Made in Red” tutto si amplifica, tutto diventa grande. Del resto è il destino delle star. Nello sport, nello showbiz, ovunque.
Riassumiamo: durante la prima parte della qualifiche (il cosiddetto “Q1”) Raikkonen non riesce a ottenere un tempo sufficiente a passare il turno. A un certo punto, la squadra lo ha mandato in pista per percorrere quattro giri, uno di lancio e tre cronometrati, verosimilmente con la sequenza “veloce-lento-veloce”. Ma il fatto è che il primo non è stato molto veloce, nel secondo Raikkonen ha rallentato per raffreddare le gomme e distanziarsi da due auto che gli stavano davanti (una pratica normale, sia chiaro) e quando s’è trattato di affrontare il terzo decisivo giro ha preso la bandiera a scacchi. Stop, tempo scaduto.
Quando gliel’hanno detto via radio – sempre perché lui è Kimi e non Ned Flanders – ha esclamato (tradotto, ndr): «Ma come c… è successo?». La morale – sempre secondo Kimi – si può riportare letteralmente, perché ormai è un modo di dire, ci fanno anche le T-shirt da portare al mare o le borse per la spesa: «Shit happens». Altroché. E mica solo in Formula 1. Resta il fatto che Kimi chiede a gran voce la riconferma. E proprio ieri, sulle colonne di Tuttosport, aveva definito la Ferrari “una famiglia” e aveva espresso il desiderio di essere confermato anche nel 2016.
Ovvio, non è un singolo errore che può decidere le strategie di mercato della Ferrari. Sono i risultati, che si calcolano a fine gara, non alla vigilia. Ma quella di ieri è un’occasione sprecata. E non ha per niente l’idea di essere uno sbaglio del muretto.
«Questo risultato non ci aiuta per la gara – prosegue Raikkonen -. Quando sono sceso in pista per il mio ultimo tentativo in “Q1”, il team mi ha detto che avevo tre giri lanciati a disposizione. Poi però i piani sono cambiati e non ne sono stato informato. Per questo abbiamo completamente perso un giro e sono stato eliminato. Di fatto, mi hanno fatto uscire troppo tardi e questo ci è costato caro. E’ chiaro che la mia posizione di partenza non è ideale, avrei dovuto qualificarmi molto più in alto e sono sicuro che avrei potuto lottare per le prime posizioni. E’ stato un errore».
La Ferrari evita qualsiasi tipo di polemica. Si limita a sottolineare che entrambi i piloti erano stati messi in condizione di passare alla fase successiva della qualifica. Probabilmente Kimi non ha valutato bene i tempi. In più, va detto, con la pista che stava migliorando di minuto in minuto, non si poteva fare altro che spingere negli ultimi secondi.
Prosegue il finlandese: «Per la gara la velocità non dovrebbe mancarmi, ma non si sa mai cosa può succedere durante la corsa. Nel primo giro sarà meglio evitare problemi perché nelle prime curve la possibilità che accada qualcosa è molto più alta. C’è un lungo rettilineo, ma ci sono anche due curve che possono essere insidiose per chi si trova al centro del gruppo. In seguito cercherò di ottenere il miglior risultato possibile. Fino a questo punto il weekend era stato molto buono. La macchina risponde bene: cercherò di fare del mio meglio e vedrò».
Non è detto che la gara di Raikkonen sia del tutto compromessa. Il circuito non favorisce i sorpassi, ma c’è l’incognita della pioggia, in più – visto che la pista è stretta – può bastare poco perché entri la Safety Car. Insomma, non è il caso di dare la partita per persa. Però, e qui non parliamo del secondo rettilineo, sarà un pomeriggio in salita.
Redazione

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