WhatsApp in divisa: Auto in doppia fila o comportamenti incivili? una soffiata al vigile e la multa è servita

Adesso c’è un’arma in più contro le auto in doppia fila o sui marciapiedi, gli autobus sporchi o in ritardo: la chat. Già, perché vari Comuni e aziende dei trasporti si stanno servendo di WhatsApp per ricevere segnalazioni di problemi e disservizi da parte dei cittadini. C’è chi arriva a scattare foto di auto in sosta vietata (con tanto di targa visibile) o di autisti dell’autobus che fumano alla guida e manda il tutto al numero di WhatsApp di chi di dovere: i vigili urbani o l’azienda dei trasporti pubblici. Idea Web ha deciso di indagare su questi servizi, per capire come funzionano e se sono perfettamente legali…

WHATSAPP: SERVIZIO PUBBLICO?

Spiega Alessandro Bottarelli, comandante dei vigili urbani di Cassino: «noi riceviamo 4-5 messaggi al giorno, su WhatsApp, per un servizio attivato il primo aprile: foto di auto in posteggi per invalidi, sui marciapiedi, sulle zebre, ma anche di scarichi abusivi. Mandiamo quindi sul posto una pattuglia dedicata a questo servizio». Il numero di Cassino (Frosinone) è 3209366801. «Ma facciamo la multa solo se riscontriamo noi stessi l’irregolarità segnalata dai cittadini. Se l’auto in divieto si è spostata, non la multiamo anche se nella foto c’era la sua targa. Riteniamo infatti che la normativa non ce lo permetta.

In altre città, come Roma, tuttavia i vigili non la pensano così e multano le auto anche in “contumacia”, facendosi bastarda foto della targa». C’è, insomma, quello che Bottarelli definisce una «lacuna normativa». Facile da capire: le norme sono state scritte prima di WhatsApp e anche prima degli smartphone che permettono di scattare facilmente delle foto e mandarle via Internet con un clic. Non potevano tenere conto di questo esercito di cittadini pronti a rilevare irregolarità, coadiuvando il servizio pubblico.

Ma è anche vero che, in questa incertezza normativa, chi si becca la multa “in contumacia” può avere gioco facile a fare ricorso e vincerlo. Chi è già pronto, invece, con lo smartphone per fotografare irregolarità di ogni tipo deve sapere che i gestori non garantiscono l’intervento. E che il servizio non è attivo sempre: di solito lo è nella maggior parte delle ore e giorni, ma in alcune città non funziona di sera/notte (dopo le 19 o le 22) o nel weekend.

Vale la pena considerare questi aspetti, dato che il fenomeno del “WhatsApp per le multe” (diciamo anche così, per scherzare) è destinato a diffondersi in gran parte delle città italiane. Ne sono convinti gli esperti (si veda l’intervista al noto avvocato Ernesto Belisario, in queste pagine), ma lo dicono anche i fatti. Già si moltiplicano a vista d’occhio le città dotate di un numero dove i cittadini possono segnalare problemi via WhatsApp: «L’Atac, l’azienda perla mobilità di Roma Capitale, gestisce via WhatsApp i feedback dei cittadini per migliorare la qualità del servizio pubblico, per conoscere la situazione del traffico in tempo reale; sapere se ci sono stati incidenti o se un bus è in ritardo. Ma anche le tipiche questioni di decoro e legalità: la foto di fermate sporche e imbrattate, di macchine in doppia fila, dell’autista del bus che fuma e usa il cellulare mentre guida…», dice a Idea Web Carlo Maria Medaglia, Presidente e Amministratore Delegato di Roma Servizi per la Mobilità, docente all’università la Sapienza di Roma e massimo esperto di servizi di mobilità intelligente (ha collaborato con diversi Governi su questi temi). Le questioni di competenza dell’azienda dei trasporti sono gestite direttamente e servono a migliorare il servizio, risolvere problemi (anche grazie al feedback degli utenti, l’azienda può ripianificare i percorsi e la frequenza dei bus).

Le altre segnalazioni (le multe, ad esempio) sono inoltrate ai vigili. Il numero WhatsApp dell’Atac di Roma è 3351990679. Simili i servizi di altre aziende dei trasporti: Brescia Mobilità (3426566207), Start Romagna (3316566555, su Forli-Cesena, Ravenna, Rimini). Sono invece come Cassino, quindi gestiti dalla Polizia Municipale, i servizi di Altopascio (Lucca) e Padova, ai numeri 3358030440 e 3349568579.

Idem a Maranello (3297504432): «L’adozione di questo sistema rientra in un progetto più ampio che vede ¡’utilizzo delle tecnologie per favorire la comunicazione con i cittadini – afferma il sindaco Massimiliano Morini – crediamo inoltre che una città sicura è una città in cui anche i cittadini sono protagonisti attivi del presidio del territorio insieme alle istituzioni e alle forze dell’ordine».

A Rimini, invece, il servizio (che ha anche un nome, Whatsllrp) è gestito direttamente dall’Ufficio Relazioni con il Pubblico (l’Urp, appunto) del Comune.  Ci sono poi situazioni in cui i cittadini si attrezzano in gruppi di WhatsApp per collaborare contro disservizi e illegalità. In molti quartieri di Roma, Milano e Mantova i condomini hanno gruppi dove segnalano furti nelle abitazioni e persone sospette (ladri, truffatori porta a porta ecc.). A Milano si è formata una rete di contatti fra commercianti, edicolanti, baristi e operatori dell’ATM che tramite WhatsApp segnalano alla Polizia le persone sospette. Alcuni quotidiani locali, inoltre, ricevono su WhatsApp segnalazioni di problemi come buche nella strada (Tempo Stretto a Messina, 3928954421).

Ma cittadini, autorità e aziende del pubblico trasporto ricorrono anche a social network e app specifiche. Alcuni quartieri di Roma hanno pagine Facebook dedicate dove i residenti segnalano problemi e individui sospetti. Alcune autorità usano anche Twitter (lo fa la Polizia a Roma), mentre certi Comuni hanno sviluppato persino app mobile per ricevere segnalazioni degli utenti: Venezia, Milano, Udine, Pisa, Bari, Viareggio. Insomma, con le app e i social network possiamo persino aiutarci tra cittadini e dare una mano alle forze dell’ordine a far rispettare la legge!

Redazione

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