Omicidio Andrea Loris: Il papà del bimbo ucciso in provincia di Ragusa ha scritto una commovente lettera per il figlio

Nel giorno del suo compleanno voglio ricordare mio figlio Lorys così come è sempre stato: contento con tutti i suoi compagnetti e felice con il suo adorato fratellino piccolo”. Comincia così la commovente lettera che Davide Stivai, 30 anni, ha dedicato al figlioletto Loris in occasione del nono compleanno del bimbo. Loris, purtroppo, non potrà leggere né ascoltare queste bellissime parole, perché una mano crudele e assassina lo scorso 29 novembre 2014 gli ha stretto una fascetta intorno al collo, soffocandolo. Per la sua morte, atroce e inspiegabile come quella di tutti i bambini, è in carcere da oltre sei mesi Veronica Panarello, 26 anni, di Santa Croce Camerina (Ragusa), mamma del piccolo e moglie di Davide, l’autore della struggente lettera che Giallo pubblica in esclusiva. Sono parole piene di amore quelle che papà Davide dedica al piccolo angelo e che il suo legale, l’avvocato Daniele Scrofani, ci ha fatto avere. Scrive Davide Stivai: «Nel giorno del suo compleanno voglio ricordare mio figlio Lorys così come è sempre stato: contento con tutti i suoi compagnetti e felice con il suo adorato fratellino piccolo. Lorys, vi volevate tanto bene, e come fratello maggiore ti sei sempre preso cura di lui. Adesso sei un angioletto speciale volato in cielo. Ti sentiamo vicino ed è per questo che il tuo nome è sempre presente fra noi.

Ci sono sere che guardo il cielo con il fratellino che mi dice “guarda papà… quante stelle”. Tra quelle la più luminosa sei tu, che ci guardi in questo cammino e dai a tutti noi la forza di andare avanti. Sei e resterai sempre presente nei nostri cuori. Auguri per il tuo compleanno! Il tuo papà Davide». Il piccolo Loris, che come apprendiamo da questa lettera all’anagrafe era stato registrato come Lorys (ma noi per facilitare la lettura continueremo a chiamarlo Loris, con la “i” al posto della “y”), avrebbe compiuto nove anni lo scorso giovedì 18 giugno. Avrebbe sicuramente festeggiato la ricorrenza con i suoi amichetti più cari, come faceva tutti gli anni, perché Loris era un bambino allegro e socievole. Gli piaceva stare in mezzo alla gente. Solo quando doveva andare a scuola faceva un po’ di capricci, ma solamente perché avrebbe voluto passare ancora più tempo con la sua mamma, che adorava. Quella tragica mattina del 29 novembre avrebbe voluto accompagnarla al Castello di Donnafugata. Alle 8.30 è uscito di casa con Veronica e il fratellino per andare a scuola ma poco più di un minuto dopo è rientrato a casa da solo proprio per aspettare la mamma e andare insieme al castello. Ma da quell’appartamento, purtroppo, non vi è più uscito vivo, perché tra le 9 e le 10 è stato soffocato con una fascetta di plastica e il suo cadavere gettato in un canalone. Per la sua tragica morte, dicevamo, è stata arrestata mamma Veronica, la quale continua a urlare la propria innocenza da dietro le sbarre del carcere di Agrigento, dove è rinchiusa dai primi giorni di dicembre.

Passiamo, allora, alle indagini. È stato rinviato il deposito della perizia sui filmati delle telecamere di videosorveglianza pubbliche e private che immortalato l’auto di Veronica la mattina del delitto. Era previsto per il 26 giugno, ma secondo fonti attendibili ci vorrà più tempo per completare quello che, nel gergo giuridico, viene chiamato “incidente probatorio”. Come forse ricorderete, infatti, la Procura aveva chiesto che tutte le registrazioni venissero copiate su appositi supporti informatici in modo da “cristallizzare” la prova regina contro Veronica e inserirla nelle carte dell’inchiesta da portare a un eventuale processo, durante il quale non vi sarà la necessità di chiedere ulteriori accertamenti. Ebbene, la scadenza, inizialmente fissata per i prossimi giorni, è stata rinviata a settembre.

L’esito dell’incidente probatorio sarà determinante ai fini dell’inchiesta. Gli spostamenti fatti in auto dalla mamma di Loris la maledetta mattina del 29 novembre 2014, infatti, costituiscono l’elemento chiave intorno a cui ruota l’intera vicenda. Veronica sostiene di aver fatto un determinato tragitto per accompagnare il figlio a scuola, ma le immagini delle telecamere raccontano una verità ben diversa. Quella mattina la giovane mamma non ha guidato in direzione della scuola, ma si è diretta dalla parte opposta, verso le campagne di Santa Croce. È qui che lo stesso pomeriggio è stato ritrovato il corpicino senza vita del povero Loris. Solo dopo aver acquisito gli esiti delle perizie sui filmati, i giudici decideranno se processare o meno Veronica. Il suo destino, però, sembra ormai segnato. Contro di lei, infatti, ci sono diversi indizi di colpevolezza. A cominciare dall’arma del delitto, individuata in una fascetta di plastica identica a quelle che Veronica aveva in casa. Lo si evince dagli esiti dell’autopsia, condotta dal medico legale Giuseppe Iuvara, e dalle relazioni fatte dagli esperti e che Giallo, la scorsa settimana, ha pubblicato in esclusiva.

C’è un altro elemento molto importante che potrebbe allungare i tempi del processo. Riguarda la perizia psichiatrica disposta dal Tribunale dei Minori per stabilire la capacità genitoriale di Veronica dopo che i giudici avevano provvisoriamente affidato il bimbo più piccolo, che ha solo 4 anni, unicamente al papà. L’esame era stato interrotto in seguito alle dimissioni dello psichiatra incaricato di coordinare il gruppo di lavoro. È notizia di questi giorni che la perizia non riprenderà prima di qualche settimana, perché non è stato ancora individuato un sostituto. Un’altra brutta notizia per Veronica, sempre più disperata, sempre più sola con il suo immenso dolore. E, forse, con la tremenda verità che custodisce.

Redazione

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