Atene roccaforte anti-Ue: bloccati capitali e banche

In gergo tecnico è un bank holiday, un festivo riservato alle banche. In pratica è il promo di una settimana di passione per Atene. Nessuno nel governo lo evoca mai, ma la trafila – obbligata -è quella che di norma precede il default. Prima di chiudersi in una lunga riunione di emergenza con i suoi ministri, Alexis Tsipras conferma quanto deciso dal consiglio per la stabilità finanziaria della Grecia: le banche del Paese resteranno chiuse oggi, e forse per l’intera settimana, così come la Borsa. La serrata, riporta il Financial Times sarà accompagnata da limiti ancora da annunciare sui bonifici all’estero, sui depositi vincolati e sui prelievi dai bancomat: sarà possibile ritirare solo piccoli importi, fanno trapelare dal governo, mentre le file a ritirare i soldi si ingrossano in vista della mezzanotte. Bloccati anche i pagamenti via internet con le carte di credito.

“Il governo si oppone a un controllo dei capitali”, twitta il ministro delle Finanze Yanis Varoufakis. Più duro Tsi-pras, che, incassato l’ok del parlamento al referendum, torna ad attaccare la Troika dopo la rottura dei negoziati di sabato: “Serve calma, depositi, stipendi e pensioni non sono a rischio. Eurogruppo e Bce vogliono affamare il popolo greco”, spiega riferendosi alla decisione di Francoforte di non aumentare la liquidità di emergenza (Ela) alle banche greche.

INTANTO ad Atene la tensione cresce. Le telecamere si alternano davanti al bancomat della National Bank, al piano terra dell’edificio che ospita anche il ministero delle Finanze, accanto a piazza Syntagma. In centro città sembra che siano più riforniti di banconote, forse per non far spaventare i tanti turisti. “Non ci filmate”, urla una signora alla sua terza prova”. Tante delle persone in coda sono anziane. Il governo ha pagato le pensioni venerdì scorso. Molti dei pensionati, soprattutto nelle zone più rurali del paese, non hanno una carta bancomat: per loro incassare la pensione non sarà facile.

Davanti al Ministero, la calca dei giornalisti cresce. Yanis Varoufakis sorride divertito quando cameraman e fotografi si lanciano su di lui. Qualche turista e tanti curiosi cercano la foto con il ministro rockstar. Poche parole in greco e poi dentro il dicastero dell’Economia per incontrare i banchieri. Nella ressa anche un cane perde la tranquillità, ne fanno le spese due giornalisti in coda, morsi alle gambe. Sono numerosi i randagi che gironzolano tutto il giorno in piazza Syntagma.

La piazza termina in una grande scalinata che porta al Parlamento, procedendo sulla sinistra si entra nel quartiere di Kolonaki, una delle zone più ricche della capitale. Qui tra i tavolini delle grandi terrazze si respira un’aria diversa. “Fruits de mer, Champagne, Oyster, Wine” si legge sulla tenda di un caffè che sembra un piccolo angolo di Parigi. Una ragazza mora è immersa in una chat sull’Iphone. “Tsipras ha sbagliato -racconta Sophia, senza staccarsi dal telefono – con l’Europa e con i greci. Il referendum sabato, le banche chiuse oggi, come possiamo vivere?”. Non male, si potrebbe pensare. Rula, cinquantenne distinta, sta guardando un paio d’infradito dorate: 396 euro scontate, 495 prezzo intero. “Il commercio è fermo -spiega – e andrà sempre peggio”. In piazza, ora si notano le camionette della polizia. Semi-nascoste ma abbastanza vicine per permettere un intervento repentino.

Redazione

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