Tunisia, in spiaggia difesi dai kalashnikov

Riapre a Sousse la spiaggia della strage. Sotto il controllo delle forze di sicurezza armate di mitra i turisti si sono ritrovati anche per rendere omaggio alle vittime sulla sabbia insanguinata venerdì, mentre sabato sera centinaia di persone sono scese in strada a Sousse e nella capitale Tunisi per manifestare contro il terrorismo. Fra gli slogan più scanditi “Tunisia libera, no al terrorismo”, e in entrambe le manifestazioni i dimostranti hanno ripetutamente intonato l’inno nazionale.

A due giorni dal venerdì di sangue di questo mese di Ramadan si continua a lavorare per chiarire la dinamica dell’attacco e fare luce sui responsabili. Venerdì si era parlato di due attentatori giunti in gommone, di cui uno era stato ucciso nello scontro a fuoco con la polizia e l’altro era stato arrestato poco dopo. Almomento non è ancora chiaro quale sia stato il ruolo del secondo uomo. L’a t-tenzione è concentrata invece sul terrorista ucciso, Seifeddine Rezgui, di 23 anni. È lui che ha avuto il ruolo principale, sparando prima sulla spiaggia e poi dentro l’hotel Imperial Ma-rhaban di Sousse. Nuovi particolari utili per le indagini potrebbero emergere però nelle prossime ore, dal momento che è stato ripescato nel mare di Sousse il cellulare gettato in mare dal giovane poco prima dell’attacco. A recuperare il telefono è stata una squadra di sub della protezione civile, intervenuta a seguito della testimonianza di un tunisino in vacanza che ha segnalato che l’autore dell’attacco, prima di cominciare a sparare, aveva fatto una telefonata e poi gettato il cellulare a mare.

ALCUNI DICONO che il killer abbia mirato principalmente ai turisti, ma tra le vittime ci sono anche tunisini e nella società civile c’è già chi si affretta a sottolineare che sarebbe pericoloso pensare che i terroristi non facciano del male ai tunisini.

E mentre le cancellerie occidentali che più hanno pagato in tributo di vite – Gran Bretagna e Germania – chiedono di poter partecipare alle indagini – e il governo tunisino garantisce che assicurerà l’incolumità dei turisti – il ministro della Difesa Pinotti ha affermato che: “Noi non immuni, ma non più a rischio di altri. La vigilanza deve essere costante”.

Redazione

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