La fase due di Marino: adesso il premier ci giudichi sul campo

Più che il Marino-ter, la neonata giunta del Comune di Roma  dentro i parlamentari Marco Causi e Stefano Esposito (manterranno il doppio incarico), l’ex sottosegretario all’Istruzione Marco Rossi-Doria e Luigina Di Liegro (nipote del fondatore della Caritas)  appare l’esecutivo «Orfini uno». Perché, dopo una nottata di telefonate, sms e trattative, il vero king maker è il commissario romano del Pd che interloquisce direttamente col premier Matteo Renzi e di fatto bypassa il sindaco Ignazio Marino.

Alcune caselle, infatti, si incastrano quasi all’insaputa del primo cittadino. Come il caso di Esposito, senatore dem, già commissario del partito ad Ostia. Non trovando altri nomi ai Trasporti, Orfini lo chiama nella notte ed Esposito accetta. Ieri mattina, il senatore chiama Marino: «Ciao, sono il tuo nuovo assessore ai Trasporti». Esposito era anche in corsa per la presidenza della commissione Trasporti di Palazzo Madama, ma Luigi Zanda (capogruppo Pd) lo «libera». Su Causi interviene Renzi: era una delle condizioni poste dal deputato per andare ad «aiutare» Marino.

Anche a Causi il telefono squilla di notte: «Sono Matteo, se te la senti vai». Prima di accettare, comunque, il deputato aveva chiesto una serie di pareri: tra questi, anche quello di Walter Veltroni. Acquisito, già da un paio di giorni, il sì di Ros- si-Doria per la Scuola, mancava solo il nome di una donna. Orfini ha chiesto ai «renziani romani» (Paolo Gentiloni, Luciano Nobili, Lorenza Bonaccorsi) un’indicazione, ricevendo un secco no: «Sei una gruppetta- ra», lo sfogo del commissario con la parlamentare. In giunta, in extremis, viene chiamata la Di Liegro.

Per Marino è «l’inizio della fase due», che dovrebbe essere segnata dal «solido appoggio del governo» ma che nasce con un monocolore Pd (o di una parte di esso) e senza più gli alleati di Sel. Sul pressing di Renzi, il sindaco glissa: «Mai percepito. Condivido con lui che un’amministrazione va valutata per quello che fa».

Marino ricorda l’sms che gli mandò Renzi nel 2013: «Subito dopo il mio insediamento  ricorda il chirurgo dem  mi scrisse: “Dormi molto, avrai cinque anni impegnativi”». Quello, forse, è l’ultimo messaggio ricevuto da Renzi. Contatti diretti in questi giorni? «Non ci sono stati, non capisco la morbosa curiosità». Il sindaco elenca una serie infinita di
interventi: decoro, trasporti, rifiuti, strade.

Più che un programma di metà mandato, sembra quello di un decennio. Intanto, con l’avvento di Causi, si parte da un fatto: «Martedì  dice il neoassessore  tornerà a riunirsi il tavolo interistituzionale col governo su Roma». Non mancano le critiche. Giorgia Meloni twit- ta: «Marino di Genova, Causi di Palermo, Esposito di Torino. Gli unici romani rimasti in Campidoglio sono Marc’Aure- lio e la Lupa…».

Redazione

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