Twitter Moments, così le news le danno gli utenti

C’era una volta la cara, vecchia rassegna stampa. Quella con tanto di fruscio dei giornali, prime pagine sottolineate a penna o con degli evidenziatori. Le orecchie poi, per non perdere il segno.

Una rassegna curata da giornalisti, chiamati a distinguere tra fatti e mere notizie, o meglio a scegliere quali di queste ultime fossero così importanti da entrare a far parte della selezione.
Poi è arrivato il web e lentamente la rassegna ha perso parte del suo fascino. Ora, nell’era dei social network, anche le primissime aziende stanno scegliendo di rievocare quanto detto, ma a modo loro. Nel nome della velocità e della centralità dell’utente.
Vuoi mettere la soddisfazione nel vedere un tuo tweet inserito in Moments? No, non è un farmaco per far passare il mal di testa, ma una raccolta dei fatti del giorno su vari argomenti di attualità, sport e spettacolo. Per il momento è disponibile solo negli Stati Uniti ed è un tasto con l’icona di una saetta.
Cliccandoci sopra si accede alla lista di “momenti”: una selezione di  tweet, foto, video e approfondimenti, curata in tempo reale da un team interno insieme ad alcuni partner tra cui New York Times, Vogue e la Nasa. L’utente può leggere i contenuti disponibili o decidere di seguire un singolo “momento”, ricevendo in automatico gli aggiornamenti.
 
Dopo “Instant Articles” di Facebook, che porta le notizie sul social network grazie a un accordo con i big mondiali dell’editoria, anche Twitter scommette sulle news quindi.
La natura dei “momenti” è ovviamente temporanea: le news che Twitter sceglie di approfondire, dalla partita di calcio a un dibattito elettorale, hanno una durata limitata e variano in base a cosa finisce sotto i riflettori. Insieme a una selezione di tweet rilevanti e contenuti audiovisivi, gli utenti troveranno anche i link per approfondire l’argomento sul sito web dei partner di Twitter, tra cui figurano anche Washington Post, Fox News e Mashable.
E questa, senza dubbio, è la migliore notizia. La speranza, cioè, che il mondo sia fatto sempre meno di momenti e suggestioni e sempre più di approfondimenti e vera informazione. Perché togliendo le prime due lettere a quest’ultima parola possiamo capire quanto sia importante “formare” il lettore. Senza conformarlo.
Redazione

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