Marcia globale clima, a Parigi scontri polizia-manifestanti: 208 fermati

Si apre nel segno della tensione e in una Parigi blindata la conferenza sul clima dell’Onu COP21, con 147 capi di stato e di governo e 40mila delegati attesi nella capitale francese nei prossimi giorni. Le manifestazioni sono state proibite ma a Place de la Republique una parte dei manifestanti ha sfidato il divieto improvvisando un corteo non autorizzato. Per un paio d’ore la piazza è stata teatro di scontri tra polizia e dimostranti. Ai lanci di oggetti e bottiglie di vetro, gli agenti hanno risposto con lacrimogeni e cariche leggere, per evitare scontri più pesanti. Sono 208 i fermati Anti-Cop21 secondo fonti della prefettura, per 174 il fermo è stato confermato.

Molti dei manifestanti erano a volto coperto. La fermata metro di Place de la Republique è stata chiusa e la polizia ha fatto un cordone avanzando nella piazza con furgoni e camionette finché la situazione non è tornata alla calma.

«Scandalosi». Così il presidente della Repubblica francese Francoise Hollande, lasciando i lavori del vertice Ue-Turchia, ha definito gli incidenti avvenuti oggi pomeriggio a Parigi. «La protesta – ha sottolineato – è avvenuta proprio dove c’erano candele, fiori e altri ricordi» in memoria delle vittime degli attentati.

A causa del divieto di assembramento, l’ong Avaaz aveva organizzato a Place de la Republique, in uno dei quartieri colpiti dagli attacchi, una enorme installazione a cui tutti sono stati chiamati a contribuire, lasciando un paio di scarpe, scarpe dirette verso la Nation, percorso della manifestazione annullata. Tra queste, anche quelle di Papa Francesco. Le scarpe sono state rimosse poco prima che iniziassero gli scontri ma idimostranti non hanno esitato a lanciare contro gli agenti anche i tanti omaggi alle vittime degli attacchi del 13 novembre posti attorno alla statua della Marianne mentre molti altri militanti, pacifici, si adoperavano per rimettere a posto gli oggetti.

Altri manifestanti hanno dato vita a una catena umana lunga circa tre chilometri da Republique, lungo tutto il boulevard Voltaire, e fino a Nation per interrompersi quindi al teatro Bataclan, in memoria delle 90 persone uccise nel teatro dai terroristi il 13 novembre.

«Non potremo manifestare in carne e ossa, ma questa azione altamente simbolica sarà in grado di trasmettere il messaggio che siamo uniti per difendere tutto ciò che amiamo. È il nostro modo di dire che la paura e il terrore non potranno mai ridurre a silenzio il nostro sogno collettivo per un futuro pulito al cento per cento, unito al centro per cento», ha spiegato l’organizzazione che organizzato la distesa di scarpe.

In numerose altre città del mondo, si sono svolti, o sono in programma, eventi in sostegno del raggiungimento di un accordo per la riduzione delle emissioni a effetto serra, ovvero un impegno dei paesi per limitare l’aumento delle temperature ai due gradi, la soglia oltre la quale le conseguenze saranno irreversibili per il pianeta. A Sydney, sono scese in piazza 45mila persone, a Brisbane 40mila. A Londra l’appuntamento è a Park Lane a mezzogiorno. Altre manifestazioni si sono svolte a Nairobi. Beirut, Seul.«Un accordo possibile, sento che tutte le parti coinvolte hanno più spinta ad agire», ha dichiarato Amjad Abdulla, delegato delle Maldive, presidente dell’Alleanza dei piccoli stati insulari, i più colpiti dai cambiamenti climatici.

Redazione

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