Gli Usa colonia islamica Ingressi facili per 700mila

L’America ancora sotto choc perla strage d’ispirazione islamica di San Bernardino adesso fa i conti con i numeri. E trema. N egli ultimi cinque anni, gli Stati Uniti hanno accordato 680mila carte verdi (permessi di residenza permanenti che possono dare la piena cittadinanza dopo 5 anni) a immigrati provenienti da Paesi a maggioranza musulmana, e la proiezione statistica del governo ne prevede altri 660mila nel prossimo quinquennio. Tra il 2009 e il 2003, in dettaglio, 83mila individui hanno ottenuto la green card dal Pakistan, 83mila dall’Iraq, 73mila dall’Iran, 45mila dall’Egitto e il resto da Somalia, Uzbekistan, Turchia, Marocco e altri Paesi.

La popolazione dei residenti attuali «non nati negli Usa» è al suo massimo di 41,3 milioni. Se si aggiungono i figli di genitori nati all’estero, gli immigrati di seconda generazione, si arriva aun quarto dell’interapopolazione. Se si considerano quindi anche i musulmani che arrivano da Paesi in cui non sono in maggioranza statistica, per esempio dall’Europa dove ci sono comunità radicalizzate dal Belgio alla Francia alla Gran Bretagna, il pericolo di infiltrazioni è ben maggiore.

Ma il bacino teorico del rischio che nelle maglie dei controlli possa passare anche un solo fan dell’ISIS su mille, come e’ stato per la mogliettina killer venuta legalmente dal Pakistan, è molto più ampio. A Tashfeen Malik, quando ha ordito e realizzato il complotto, mancavano due anni per avere la green card permanente che l’avrebbe inserita nel conteggio citato e non era nelle liste dei sospetti dell’Fbi. Quante ce ne saranno in giro come lei? La jihadista era arrivata con il visto speciale K-1 che consente a una straniera di raggiungere il promesso sposo in America. Questo permesso dura 90 giorni, entro i quali la coppia deve sposarsi, e non è rinnovabile. È chiamato il «visto fidanzati», non ci sono limiti di numero, ed è concesso attraverso una procedura gestita dal consolato Usa del Paese di residenza dell’aspirante immigrato.

La giovane pakistana, che aveva sposato Syed Farook entro il termine di legge dei tre mesi nell’agosto scorso, aveva poi fatto domanda in settembre per ottenere la «carta verde provvisoria» che spetta a chi ha un marito americano. Questo documento vale per due anni, prima di diventare una carta verde definitiva se la coppia dimostra di vivere ancora more uxorio. Le verifiche dei funzionari, che prendono le impronte digitali e interrogano i due separatamente per assicurarsi che la coppia sia una «reale famiglia in formazione», sono mirate per lo più a smascherare matrimoni finti. I diplomatici Usa di Islamabad, che avevano intervistato Malik, non avevano scoperto, o avevano sottovalutato, i suoi legami con l’imam radicale islamico Maulana AbdulAziz, che aveva guidato nel 2007 un assedio sanguinoso alla Moschea Rossa in Pakistan, base di estremisti.

La qualità dei filtri degli agenti dell’immigrazione in chiave anti-terrore è una preoccupazione decisiva e un nodo cruciale del dibattito politico. Dopo l’eccidio di Parigi e la scoperta che nel gruppo di killer c’erano soggetti che avevano viaggiato in Medio Oriente, c’era stata la sollevazione di 26 governatori e della maggioranza del Congresso, compresi non pochi Democratici, contro il piano di Obama di accogliere 10mila rifugiati dalla Siria. Il terrore in California ha ora spinto il GOP a muoversi in concreto per rafforzare le regole dei visti. «Gli esperti sul campo ci dicono che i terroristi hanno capito bene che i passaporti, i visti e i documenti per l’immigrazione sono ora delle armi nella guerra del terrore», ha detto al sito The Hill Luke Messer, il deputato repubblicano dell’Indiana che presiede il Comitato per le politiche del partito.

In parallelo, il senatore del Gop Jeff Sessions, presidente del Sottocomitato della Giustizia sull’Immigrazione, esige che si cambi registro. «Con le regole attuali stiamo per accogliere più immigrati dai Paesi musulmani nei prossimi 5 anni della popolazione di Washington DC», ha detto un suo aiutante. «Dobbiamo rivedere tutto il programma, non solo per prevenire l’ingresso di estremisti, ma per affrontare i problemi del dopo-entrata e della radicalizzazione degli immigrati di seconda generazione».

In risposta a Parigi era già stata preparata una modifica delle regole di ammissione e delle verifiche, che sara’ votata la settimana ventura e che renderà più difficile l’ingresso negli Usa di viaggiatori dai Paesi «amici», per esempio chiedendo loro se hanno viaggiato in Siria o Iraq.
Sforzi burocratico-legislativi che possono servire, ma l’ostacolo più insidioso da rimuovere è la correttezza politica che paralizza i cittadini, e persino le forze armate. I suoi superiori a Fort Hood promossero maggiore il palestinese-americano Nidal Hasan, chiudendo gli occhi sulle sue dichiarate simpatie estremiste, per non passare per bigotti anti Islam: e lui sterminò 13 commilitoni. Nelle settimane prima dell’azione terroristica in California, ha detto uno dei vicini di casa della coppia di killer alla Cbs di Los Angeles, «avevamo notato una mezza dozzina di uomini medio orientali nella zona, ma decidemmo di non riferire nulla perché non volevamo creare un profilo razziale di quella gente». I killer preparavano l’azione, i cittadini modello sipre- occupavano di non passare per razzisti. È quando il buonismo diventa complicità.

Redazione

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