Sicurezza, parte il piano Gabrielli: garantiamo 10 sforzo, non il risultato

L’ALLERTA ROMA Venti tipi di evento diffìcili per la sicurezza, domani quello più delicato. Mancano poche ore all’avvio del Giubileo della Misericordia e il prefetto Franco Gabrielli, al quale è stato affidato il compito di gestire l’intera organizzazione, tira le somme e ammette rischi e limiti. «Sono un funzionario dello Stato – dice ai microfoni di Lucia Annunziata nella trasmissione “In mezz’ora” – spetta a me dare l’ordine di un’eventuale evacuazione in caso accadesse qualcosa. Abbiamo messo in campo tutte le forze possibili. È una minaccia globale, indiscriminata, ma anche e soprattutto indistinta. Non diamo la garanzia del risultato, diamo la garanzia dell’impegno». Dichiarazioni che fanno ben capire quanto il nostro Paese, a prescindere dall’Anno Santo, rappresenti un obiettivo per i miliziani dell’Isis, sebbene segnalazioni concrete non siano arrivate ai servizi di intelligence italiani.

I POSTI LETTO
Gabrielli chiarisce anche le strategie e le forze da mettere in campo, in caso di attentato. A cominciare dai posti disponibili negli ospedali super intasati della città. «Tredici pronto soccorso sono stati resi operativi – spiega – sono stati riservati 300 posti letto per situazioni di crisi, e altri ancora in strutture militari». E se succedesse qualcosa, facendo i debiti scongiuri, spetterà a lui dare il via a un’eventuale evacuazione. «Tutte le decisioni di difesa civile, antiterrorismo e di protezione civile faranno capo al prefetto – chiarisce – Mentre in caso di particolare pericolosità entrerà in campo il ministro deirinterno. Ma nella fase decisiva territoriale sicuramente la decisione di evacuare spetterebbe a me. Quanto disposto finora dalla prefettura di Roma, comunque, è già stato applicato anche in occasione di altri grandi eventi. Sono regole già testate. Questo dovrebbe rassicurare i cittadini». E ancora: «Il ministro delflnterno non ha mai sottaciuto il rischio, ha detto sempre che non esiste il rischio zero. Ci sono state 50 persone espulse, un’attività di contrasto, quanto sarà efficace lo vedremo. Manca consapevolezza nell’opinione pubblica? Il nostro è un Paese che vuole essere rassicurato».

E poi ci sono i cittadini, dai quali ci si aspetterebbe una particolare collaborazione. Un po’ come succede nei paesi abituati a convivere con il terrorismo, come Israele. Gabrielli su questo sembra un po’ scettico. E cita un esempio: «Dal 1 novembre abbiamo distribuito questionari sui treni e nelle stazioni marittime per chiedere dove le persone (i turisti) vanno ad alloggiare. Una criticità di Roma è l’abusivismo alloggiativo. Fino al 21 novembre il feedback è stato di appena 53 form tornati indietro, su migliaia distribuiti.
Questo dà il senso del problema».

IL PROTOCOLLO
Le misure restrittive hanno stabilito anche, dalle 6 alle 22 di domani, il divieto assoluto di sorvolo. Il provvedimento riguarderà il centro di Roma e lo spazio aereo sopra le principali basiliche. Già da tempo, poi, i responsabili della sicurezza a livello nazionale si sono incontrati a Palazzo Chigi per dare un quadro sicurezza completo, sia aereo che terrestre (stazioni, metro, porti). Sono state presentate le proposte da ognuno di loro ed è stato firmato un protocollo. Il cielo verrà presidiato 24 ore su 24 anche dagli uomini addetti al servizio di sorveglianza aerea presso i radar della Difesa, le postazioni fìsse dislocate su tutto il territorio nazionale a protezione del territorio, e dalla componente pilotata, affidata alle tre basi aeree di Grosseto, Gioia del Colle e Trapani. Questa, in base alla situazione, potrà intervenire per osservare e riportare eventi non chiari all’interno dello spazio aereo di competenza.

Redazione

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