Sindrome premestruale: quel disagio prima del ciclo non è un «capriccio»

Se ne parla spesso quasi in termini di barzelletta, purtroppo. Perché le donne, si sa, nei giorni prima del ciclo sono spesso “inaffidabili”, umorali, nervose. Attorno a questo assunto è prosperata una mitologia per cui in tante scontano pregiudizi e difficoltà, in ufficio e non solo.

Dal «fallimento» della gravidanza si scatenano le indisposizioni

La sindrome premestruale però esiste davvero, non è il capriccio di signore in vena di bizze: ribadisce la serietà del fenomeno uno studio pubblicato di recente sul Journal of Psychiatric Practice, che sancisce come il problema sia reale, oltre che molto frequente, sottolineando la necessità di curare in maniera adeguata e tempestiva chi ha sintomi severi. Per tutte serve comprensione perché, come spiega Rossella Nappi, ginecologa, endocrinologa e sessuologa della Clinica Ostetrica e Ginecologica del Policlinico San Matteo di Pavia: «Ogni donna “sente”, più o meno, le oscillazioni ormonali nella seconda fase del ciclo, quando il progesterone che aiuta ad accogliere nell’utero una nuova vita diminuisce perché non è iniziata una gravidanza. L’ipotesi è che da questo “fallimento” si scateni la sindrome premestruale: le quantità di neurotrasmettitori cerebrali come serotonina, dopamina e noradrenalina, coinvolti nel tono dell’umore, nella gratificazione, nello stato di allerta, si modificano e, a seconda della soglia di sensibilità, di ciascuna donna a queste alterazioni si hanno sintomi più o meno intensi».

L’incidenza del disagio

Stando alle stime, il 20% delle donne li ha così irrilevanti da non accorgersene quasi; il 70-75% accusa fastidi come gonfiore al seno e all’addome, pesantezza, crampi alle gambe, alimentazione disordinata, depressione, irritabilità, scarsa concentrazione, aggressività e ansia, ma a livello lieve o, in un caso su cinque, moderato; il 10% ha invece disturbi di grado severo, che interferiscono pesantemente con la qualità di vita. «I sintomi sono molto variabili e cambiano anche nelle diverse età: da giovanissime è più probabile avere difficoltà di sonno e concentrazione o un calo del desiderio, più avanti negli anni predominano aggressività, depressione e ansia – dice Nappi –. Oltre a una base genetica di maggior vulnerabilità alle oscillazioni ormonali, per la comparsa del disturbo contano anche altri fattori come l’aver avuto o meno figli, lo stile di vita, l’alimentazione, lo stress che acuisce i disagi. L’eterogeneità delle manifestazioni rende perciò difficile trovare un “rimedio” buono per tutte, che infatti non esiste: per ognuna va trovata la combinazione più efficace e nei casi lievi e moderati si può scegliere fra numerose cure “dolci” utili contro l’uno o l’altro sintomo predominante. Questo anche perché c’è un forte effetto placebo e il 20% delle donne con sindrome premestruale, per esempio, sta meglio anche solo tenendo un diario dei sintomi».

La «spia»: iI mal di testa colpisce fino al 9 % delle donne

Il mal di testa è uno dei sintomi più tipici della sindrome premestruale: in genere è cefalea tensiva, in alcuni casi emicrania. Arriva puntuale prima del ciclo. Spiega la ginecologa Rossella Nappi del San Matteo di Pavia: «L’emicrania mestruale riguarda il 7-9% delle donne, in 9 casi su 10 si associa a sindrome premestruale severa. Intervenendo su questa si risolve anche il mal di testa, che deriva da uno squilibrio nella soglia del dolore regolata dagli oppioidi endogeni, anch’essi protagonisti del “concerto di neurotrasmettitori” che si altera con le oscillazioni ormonali». Non è una debolezza femminile come spiega la ginecologa: «La donna “disegnata” per riprodursi, oggi ha molti ruoli sostenuti grazie agli ormoni che nella maggior parte del mese la rendono efficiente e multitasking. In quelli “critici” ecco il malessere: il segnale che è il momento di tirare il fiato, per poi tornare più energiche di prima».

I possibili rimedi

Così possono avere utilità lo yoga e le tecniche di rilassamento, il magnesio e il calcio, la vitamina B6 che potenzia il metabolismo della serotonina, il neurotrasmettitore che regola il tono dell’umore. «L’angelica è un’erba utilizzata in caso di sindrome premestruale perché ha un effetto simil-progestinico nel sistema nervoso centrale; agnocasto, dioscorea villosa e iperico hanno tutte un buon effetto antidepressivo – aggiunge Nappi –. Il tanaceto, infine, è un’erba che pare in grado di ridurre il mal di testa e i dolori associati alla sindrome. A tante basta sapere di star facendo qualcosa per combattere il malessere per provarlo molto di meno: la consapevolezza che i fastidi si ripresenteranno puntuali è un “innesco” potente dei sintomi, spezzare l’aspettativa spesso è sufficiente per stare meglio».

Redazione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News recenti

News più lette di oggi