Trump non si pente: “Giusto vietare l’ingresso in Usa ai musulmani”

Donald Trump non si pente. In un’intervista a Barbara Walter, che andrà in onda stasera su Abc News, il magnate dice di non avere rimorsi per la proposta di vietare l’ingresso a tutti i musulmani in Usa. «Dobbiamo fare la cosa giusta», insiste Trump. Il miliardario sostiene di avere «grande rispetto e amore» e «importanti rapporti» con i musulmani che, sottolinea, sono d’accordo con ciò che ha detto. Il divieto, ribadisce poi, è solo temporaneo, fino a quando i leader «capiranno cosa sta succedendo».

IL DIBATTITO INTERNO

Se Trump dovesse essere eletto la misura potrebbe arrivare alle applicazioni più estreme, come vietare l’ingresso nel Paese di leader di Paesi islamici alleati, come appunto il sovrano giordano, aveva detto ieri il leader della maggioranza repubblicana al Senato, Mitch McConnell. Il senatore, che sostiene la candidatura alla nomination repubblicana di Rand Paul, ha definito la proposta di Trump «completamente e totalmente inconsistente con i valori americani».

GLI ELETTORI REPUBBLICANI CON TRUMP

Secondo quanto emerge da un sondaggio di Bloomberg quasi due terzi degli elettori che voteranno alle primarie repubblicane appoggia la proposta di Donald Trump di vietare l’ingresso in America ai musulmani.

IL VIAGGIO IN ISRAELE

Intanto è stato annunciato che il 28 dicembre il candidato alla nomination repubblicana per la Casa Bianca, nell’occhio del ciclone in questi giorni per le sue dichiarazioni, sarà ricevuto dal premier israeliano Benyamin Netanyahu. Secondo giornali israeliani, che citano fonti vicine al premier, secondo cui «questo incontro è programmato da due settimane». Il suo staff si è affrettato a precisare che Netanyahu «respinge le recenti affermazioni di Donald Trump sui musulmani» ricordando che lo Stato di Israele «rispetta tutte le religioni».

NIENTE TAPPA IN GIORDANIA

Lo stesso Trump ha confermato il suo viaggio di fine anno in Israele in un Twitter in cui ha però smentito che farà anche tappa in Giordania. «Nonostante il mio grande rispetto per re Abdullah, questa volta non mi recherò in Giordania», ha twittato il candidato repubblicano smentendo quindi quanto riportato da organi di stampa americani che citavano fonti del dipartimento di Stato che sarebbero state contattate dalla campagna di Trump per organizzare la tappa ad Amman.

Redazione

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