Nati primi cani in provetta: tecnica curerà anche malattie genetiche umane

Dopo Mini Winnie, il primo cane clonato, e Crystal, il gatto nato con la Fivet, viene al mondo negli Stati Uniti una nuova cucciolata di cagnolini da fecondazione avvenuta totalmente in vitro.

L’insolita nascita è frutto del lavoro dei ricercatori della Cornell University e, a detta degli autori, potrebbe aprire la strada alla conservazione delle specie in via di estinzione, utilizzando tecnologie di “gene-editing” per debellare le malattie ereditarie nei cani e per lo studio delle malattie genetiche.

Giusto per mostrare le possibilità della tecnica, facendo leva su una complessa riscrittura del DNA animale i ricercatori dell’americana Crornell University sono riusciti a portare a termine laprima fecondazione assistita di tipo canino, dando vita a sette cuccioli, nati dall’impianto di 19 embrioni nel corpo di un’esemplare di beagle, grazie al ricorso ad un “donatore” cocker. La notizia è stata pubblicata in questi giorni dalla rivista specializzata PLOS One: il risultato è stato conseguito grazie alla tecnica Crispr, acronimo di Clustered Regularly Interspaced Short Palindromic Repeats, e consiste in una sorta di taglia e cuci genetico. Questo ha consentito di “raggiungere un tasso di successo per la fecondazione dell’80-90 per cento”. È la prima voltache ha avuto successo la fecondazione in vitro per cani. Nonostante una tale scoperta porti indubbiamente con sé questioni di carattere prettamente etico, l’entusiasmo della comunità scientifica nei confronti di questa tecnica nasce dal poter forse finalmente dare una risposta a patologie che, ad oggi, non presentano ancora soluzione, di modo da fornire una speranza a tutti i pazienti che soffrono di questi mali incurabili. E’ una “conquista” interessante anche per l’uomo, considerando che con il cane condividiamo ben 350 malattie ereditarie: circa il doppio rispetto a quelle che abbiamo in comune con altre specie. Per esempio si potrebbe ‘cancellare’ il gene responsabile del linfoma dai Golden retriever, o quello che predispone i Dalmata ai calcoli renali.

Ci sono anche problemi etici che vanno affrontati visto che si permette di rimuovere le sequenze di informazione genetica già nell’embrione. Una metodologia innovativa con la quale potrebbe essere possibile sconfiggere alcune malattie anche nell’essere umano.

Redazione

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