Tumori, un’arma contro le leucemie da cellule dalla lunga memoria

Nuove conferme sulle promesse dell’ingegneria genetica delle cellule immunitarie contro i tumori del sangue. MolMed, azienda biotecnologica italiana nata nel 1996 come spin-off dell’ospedale San Raffaele di Milano, quotata al MTA gestito da Borsa Italiana, annuncia la pubblicazione su Science Translational Medicine di uno studio sulle cosiddette «cellule T staminali di memoria» opportunamente modificate per il trattamento delle leucemie. Il lavoro, condotto da ricercatori e clinici dell’Irccs di via Olgettina, è stato presentato da Giacomo Oliveira, primo autore della pubblicazione, al Congresso 2015 della Società americana di ematologia (Ash) che si è svolto a Orlando, in Florida.

Gli effetti immunoprotettivi

Lo studio ha analizzato le cellule immunitarie di pazienti affetti da leucemia acuta che tra il 1995 e il 2012, nell’ambito della sperimentazione clinica di fase I/II TK007 in cui erano stati arruolati, sono stati sottoposti a trapianto di cellule ematopoietiche da donatore parzialmente compatibile (aplo-trapianto) e infusi con linfociti T memory ingegnerizzati con il `gene suicida´ TK (Zalmoxis* di MolMed). L’obiettivo di questa modifica genetica è quello di mantenere gli effetti immunoprotettivi e antileucemici legati ai linfociti T del donatore e, contemporaneamente, di controllare e neutralizzare prontamente la possibile reazione di queste cellule contro i tessuti sani del paziente (malattia del trapianto verso l’ospite, GvHD). L’analisi dei parametri immunologici dei pazienti ha verificato la sopravvivenza dei linfociti T memory «Ogm» ingegnerizzati con il gene TK, ne ha studiato le caratteristiche e ha fornito un’interpretazione per la loro persistenza a lungo termine.

Lo studio su 10 pazienti

Lo studio ha riguardato 10 pazienti adulti, in 3 dei quali era stato attivato il gene TK per risolvere la reazione GvHD che si era sviluppata a seguito del trapianto aplo-identico. Gli scienziati hanno verificato che, dopo un periodo di follow up compreso tra 2 e 14 anni, tutti i pazienti erano in remissione completa, liberi da GvHD e dotati di un sistema immunitario simile a quello di soggetti normali. L’analisi ha inoltre evidenziato che in tutti i casi erano ancora presenti cellule TK in cui il gene suicida restava funzionale. Dall’analisi del sistema immunitario dei pazienti e delle singole cellule ingegnerizzate con il gene TK, gli autori hanno potuto quindi identificare quali sono i sottotipi di linfociti T memory più capaci di espandersi e in grado di resistere a lungo nel paziente: quelli con caratteristiche staminali detti memory stem T cell ed entrati in contatto con l’antigene. «Questi risultati rappresentano un’importante scoperta e potranno servire per lo sviluppo di terapie più efficaci e durature nella lotta contro le leucemie – commenta Claudio Bordignon, presidente e amministratore delegato di MolMed – Inoltre, l’efficacia di lungo periodo della terapia TK messa nuovamente in evidenza dallo studio, rappresenta per MolMed un’ulteriore conferma della bontà delle scelte fatte finora nel percorso intrapreso per sviluppare trattamenti innovativi per la cura dei tumori. E’ entusiasmante vedere come i progressi fatti nel campo delle terapie geniche e cellulari, basate sull’ingegnerizzazione del sistema immunitario, aprano nuovi scenari per il trattamento dei tumori.E MolMed, anche grazie a Zalmoxis che permette il ricorso a trapianti da donatori parzialmente compatibili e promuove una rapida, ampia e duratura ricostituzione del sistema immunitario, è pronta a ricoprire un ruolo significativo in questa promettente area terapeutica».

Redazione

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