Avio e Arianespace aprono il Vega User Day: il portafoglio ordini di Vega già ricco di 10 lanci

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L’Europa dovrebbe inoltre inoltre «tutelare» e «proteggere» il mercato europeo dei lanci spaziali e «mettere in campo un Flight Business Act». Ha detto ancora Ranzo. «Se la Commissione Europea guardasse al business dovrebbe fare un Flight Business Act, cioè una policy per la protezione del mercato Ue dei lanci spaziali. Usa e Cina hanno una forte policy di protezione dei loro mercati, noi europei siamo gli unici disinvolti a non far volare satelliti europei solo con lanciatori europei. E’ questo è un po’ assurdo».

La cooperazione è poi la parola chiave per il futuro dei lanciatori europei Vega C e Ariane 6: è questa, per il presidente e direttore generale di Arianespace, Stephane Israel, la chiave di volta per affrontare la sfida internazionale della competitività con le carte migliori. «Abbiamo una forte responsabilità e l’unica bandiera sotto la quale muoversi deve essere quella europea», ha detto Israel.

Il futuro resta quindi promettente, forte anche dell’ipotesi di tre lanci di Vega ogni anno commissionati da governi europei. «De facto i lanciatori europei sono la prima scelta per molti governi e istituzioni europee, ma adesso è necessario consolidare questa preferenza», ha rilevato Israel. «Dovrebbero farlo i governi, così come le organizzazioni come Eumetsat e la Commissione Europea», ha aggiunto.  L’ideale, secondo Israel, sarebbe formalizzare le preferenze finora dimostrate nei fatti: «Vorremo – ha aggiunto – che fosse l’Esa a spingere in questa direzione». Ed è in questo senso che saranno decisivi tre appuntamenti in vista dopo l’estate: il primo, a fine settembre, con la presentazione del programma per l’implementazione di Ariane 6 e Vega C; fra ottobre e novembre è in programma la presentazione della Strategia per lo spazio da parte della Commissione Europea e infine, in dicembre, sarà la volta della Conferenza ministeriale dell’Esa.

I risultati di altre aziende, a cominciare dall’americana SpaceX, che riescono a recuperare il primo stadio del lanciatore possono impensierire Vega e Ariane?
«Intanto per ora – risponde ancora il direttore generale di Arianespace, Stephane Israel – il primo stadio è stato recuperato (e non sempre, ndr) ma non riutilizzato, anche perché vanno garantite affidabilità e sicurezza. A ogni modo, fermo restando che da sempre, per essere all’avanguardia, non trascuriamo alcuna nuova ipotesi progettuale, è presto per capire l’eventuale risparmio che il recupero del primo stadio può comportare nel percorso completo di studio, realizzazione e messa in esercizio di lanciatori che dovranno essere competivi come i nostri».

Competitività che per Vega è basata persino su prezzi bloccati: un’arma decisiva nel mercato dei lanciatori che vede in campo sempre più competitori costretti però a fare i conti con l’affidabilità di Vega fin dalla sua prima missione nel 2012.

Per avere un’idea di quanto Vega sia competitivo, ha rilevato Ranzo, basti pensare alla sua nuova versione, Vega C: «Avrà il 50% di capacità in più e sarà in grado di portare in orbita, allo stesso prezzo, un carico maggiore, passando da 1,5 a 2,3 tonnellate. Abbiamo anche reso il processo produttivo più efficiente, con una produzione modulare». Per trasportare più satelliti, compresi quelli in miniatura, Vega avrà uno speciale adattatore chiamato Ssms (Snall Spacecraft Mission Service), che permetterà di agganciarli ai satelliti più grandi e di rilasciarli su orbite diverse.

Nel futuro del lanciatore europeo Vega ci sono infatti anche i nano-satelliti: i satelliti in miniatura, delle dimensioni di pochi centimetri e pesanti al massimo una decina di chili, sono tra le scommesse per il futuro del razzo costruito in Italia dalla Avio.

«Quello dei piccoli satelliti è un mercato in crescita e un’area molto promettente per Vega», ha osservato Israel. Dagli Stati Uniti al Giappone, al Vega User’s Day sono presenti grandi industrie produttrici di satelliti, come Airbus, Thales e Ohb per l’Europa, accanto ai rappresentanti delle agenzie spaziali, prime fra tutte quelle di Europa (Esa) e Italia (Asi), con quelle di Brasile, Algeria, Svezia. Partecipano inoltre il ministero della Difesa italiano e grandi organizzazioni come la britannica Inmarsat (International Maritime Satellite Organization) e OneWeb, che in meno di tre anni intende a portare in orbita 672 satelliti per garantire l’accesso a internet in tutto il mondo.

Il Vega User Day, che continua fino a domani, venerdì, nella Capitale, è stato organizzato con Elv rappresentata dall’ad Pierluigi Pirrelli. «Oggi promuoviamo il Vega C per i lanci commerciali» e uno degli obiettivi è «preparare il futuro della seconda generazione del lanciatore europeo» ha sottolineato Israel. Gli incontri di Roma, che si concluderanno con una visita agli impianti di produzione del Vega di Avio a Colleferro, vedono riuniti i partner, in particolare le agenzie spaziali Esa, Asi, Cnes e gli industriali, così come gli attuali clienti e quelli potenziali del lanciatore leggero. Vega è un programma dell’Agenzia Spaziale Europea finanziato da Italia, Francia, Spagna, Belgio, Paesi Bassi, Svizzera e Svezia.

Redazione

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